leggo su Il Salvagente
Occhialini 3D indossati nei cinema sotto accusa. Non tutti, certo, ma quelli di una ditta giapponese. Una delle quattro aziende al mondo che li produce – e che in Italia ha un mercato non indifferente – utilizzerebbe materiali non a norma. Il nome non è stato ancora reso noto, di certo al momento si sa solo che non è la Sony.
Sulla vicenda ora la procura di Roma ha aperto un’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Pietro Pollari.
Tutto nasce da un esposto dell’associazione dei consumatori Codacons, che ha denunciato la pericolosità delle lenti e il loro utilizzo improprio. Gli occhialini farebbero male agli occhi, sono portatori di batteri e virus, costruiti con materiali non idonei.
Nel 2010 il ministero della Salute intervenne con alcune direttive, sconsigliando ad esempio l’utilizzo degli occhialini sotto i 6 anni di età e stabilendo che i prodotti fossero in confezioni monouso per evitare la trasmissione di infezioni batteriche e virali. Tre ditte su quattro hanno accolto le direttive, mentre la quarta è ora sotto inchiesta.