di MaurizioCaprino
C’è da sentirsi girare la testa, a leggere le notizie dell’ultima settimana sull’Anas. A un inizio trionfale con la relazione della Corte dei conti che segnala un utile di bilancio perché si è guadagnata efficienza ha fatto subito seguito una nota del Pd che chiede più manutenzione.
E persino il direttore di “Quattroruote” è sceso in campo su questo tema (di cui raramente si è occupato) per rilevare l’incongruenza e dire che in redazione continuano ad arrivargli segnalazioni sullo stato pietoso delle strade, comprese arterie vitali che sostituiscono le autostrade (come la E45).
Quindi, come stanno davvero le cose?
Dipende dal punto da cui le osserviamo. Certamente ora l’Anas ha un’organizzazione che consente di tenere bene il conto delle attività di manutenzione straordinaria effettuate e di dare loro il giusto peso nell’ambito della contabilità interna.
Visto che la manutenzione straordinaria è quella che – per definizione tecnica – aumenta il valore dell’infrastruttura, questo è una buona premessa per arrivare finalmente a far entrare le opere nel patrimonio dell’Anas, il che consentirebbe di contare su più risorse. Quanto alla manutenzione ordinaria, la Corte dei conti rileva che le procedure per deciderla si sono snellite.
Però tutto questo dice solo che ci stiamo dotando di strumenti che in futuro ci porteranno a programmare meglio gli interventi sulle strade. Una cosa non solo suggerita dal buonsenso, ma praticamente imposta per il futuro dalla direttiva europea sulla sicurezza delle strade.
Il problema è che mancano i soldi. Tanto che la stessa Corte dei conti nota come per la manutenzione straordinaria si siano impegnati fondi del Contratto di programma 2010 in attesa di risorse specifiche. Dalla relazione emerge pure che…
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