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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Le follie di un sistema di tassazione fuori controllo

Bananee poi ci vengono a parlare di tagli alla spesa (tu chiamala Spendig review, se ti va…) o del Patto di stabilità… W la Repubblica delle Banane

un articolo di Giuseppe Chiellino che leggo sul Blog Il Paese delle imprese

Prima Tarsu, poi Tares e presto (forse) Tuc. Non c’è limite alla fantasia per rinominare le tasse, rendendole un po’ più complicate (e più pesanti) ad ogni passaggio.

Ma l’assurdo è che ad ogni giro di danza si generano costi per tutti gli 8mila comuni italiani che devono prendere nota delle modifiche e aggiornare i software.

10mila euro è costato il programma di gestione della Tares ad un comune del Sud di meno di 2mila abitanti. Poco meno di un terzo dei tributi che ogni anno lo stesso Comune gira allo Stato centrale.

Una follia che moltiplicata per gli oltre 8mila comuni italiani fa 80milioni di euro. Senza contare che per le grandi città i costi potrebbero essere molto più alti. Tutto da buttare a fine 2013 perché la Tares non ci sarà più…

E’ questo uno dei frutti avvelenati di “un sistema di tassazione fuori controllo (…) che riflette millimetricamente l’inerzia della politica, l’incapacità di scegleire e la predilezione per il rinvio sine die” come ha scritto sul Sole24ore di oggi Salvatore Padula.

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