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Motorino-fantasma per un ignaro proprietario, pasticcio senza soluzioni. Monito per l’archivio unico

di Maurizio Caprino

Quando arrivano varie multe per infrazioni mai commesse, c’è da preoccuparsi. Normalmente, è perché il veicolo è stato clonato da ladri, truffatori o simili. Ma può succedere anche perché un concessionario sbaglia e contemporaneamente la pubblica amministrazione la fa facile.

In questi casi tutto è più difficile, perché ufficialmente tutte le carte sono in regola e allora è come se non ci fosse modo per uscirne se non falsificandone qualcuna.

Non ci credete? Guardatevi la puntata di Mi Manda Raitre dell’altro giorno: c’è il caso di un poveraccio che nel 1995 aveva comprato un motorino e ora risulta assegnatario anche di un altro esemplare, di cui nulla sa.

Com’è potuto accadere? All’epoca, c’erano i targhini, che erano abbinati solo all’intestatario e potevano essere da lui messi su qualsiasi ciclomotore, senza che l’abbinamento targa-veicolo dovesse essere registrato.

Una situazione andata avanti fino a due anni fa, quando i targhini sono stati sostituiti da targhe abbinate a numeri di telaio e intestatari anche per i vecchi motorini ancora in circolazione.

Ma questa sostituzione evidentemente è stata condotta senza prendere tutte le cautele, se è vero che sono ancora in giro targhini e continuano a fare i danni emersi in trasmissione.

Nel caso in questione, si aggiunge un’altra particolarità dell’epoca: nel ’95 i targhini venivano distribuiti anche direttamente dai concessionari. Che, non avendo un’organizzazione rodata e specifica come possono averla le agenzie di pratiche auto, possono più facilmente sbagliare, come appunto è successo.

Ora rimediare è pressoché impossibile: il concessionario nel frattempo ha chiuso. Se la pratica fosse invece passata da un’agenzia, probabilmente ci sarebbe almeno la possibilità di rintracciarla sul registro che per le agenzie stesse è obbligatorio per legge e che dovrebbe essere consultabile anche dopo l’eventuale cessazione dell’attività (questi operatori sono sottoposti a vigilanza della Provincia).

Obietterete che questo è un caso troppo particolare per trarne conclusioni generalizzate. Ma se non altro è un monito in vista delle semplificazioni di cui certamente il neo-premier Matteo Renzi non tarderà a parlare.

Peraltro, nella burocrazia dei veicoli, l’argomento dovrà presto essere affrontato anche a prescindere da Renzi: sta scadendo il termine entro il quale il ministero delle Infrastrutture e trasporti dovrebbe unificare gli archivi di Motorizzazione e Pra, come prevede l’ultima legge di stabilità.