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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: La costola di Adamo

di Antonio Manzini

Sellerio – Pagg. 284 – € 14,00venduto

La costola di Adamo - € 5,00

Trama: “Il vicequestore sorrise nel pensare alla somiglianza che sentiva tra lui e quel cane da punta”. Rocco Schiavone ha la mania di paragonare a un animale ciascuna delle fisionomie umane che gli si para davanti.

Ma più che il setter che gli suscita quell’accostamento, lui stesso fa venire in mente uno spinone, ispido, arruffato e rustico com’è: pur sempre, però, sottomesso all’istinto della caccia.

È uno sbirro manesco e tutt’altro che immacolato, romano di conio trasteverino, con una piaga di dolore e di colpa che non può guarire.

Ad Aosta, dove l’hanno trasferito d’ufficio, preferirebbe tenere le sue Clarks al riparo dall’acqua e godersi i suoi amorazzi, che non imbarcarsi in un’altra inchiesta piena di neve.

Una donna, una moglie che si avvicinava all’autunno della vita, è trovata cadavere dalla domestica. Impiccata al lampadario di una stanza immersa nell’oscurità. Intorno la devastazione di un furto. Ma Rocco non è convinto.

E una successione di coincidenze e divergenze, così come l’ambiguità di tanti personaggi, trasformano a poco a poco il quadro di una rapina in una nebbia di misteri umani, ambientali, criminali.

Per dissolverla, il vicequestore Rocco Schiavone mette in campo il suo metodo annoiato e stringente, fatto di intuito rapido e brutalità, di compassione e tendenza a farsi giustizia da sé, di lealtà verso gli amici e infida astuzia.

Letto da: Paolo

Opinione personale: Il personaggio non mi piace, è sgradevole nei modi e nei toni, un poliziotto con un senso dell’onestà  a maglie larghe, anche se la sua zona grigia (se non nera)  è sempre collocata nel mondo criminale, potremmo dire che ruba ai ladri, tuttavia, non è cosa.

Dopo aver apprezzato l’investigatore (ma non l’uomo) in Pista nera ed in alcuni racconti, in questo caso lo troviamo in pianta stabile ad Aosta, dopo il trasferimeno punitivo del quale scopriamo le motivazioni e fra tante cose storte che ha fatto, lo puniscono per aver cercato di fare giustizia in maniera spiccia e violenta, certamente, ma al fine di tutelare vittime indifese. Ma si sa, la vita è ingiusta…

Non riesco a non ridere quando immagino il commissario, ops, il vicequestore, nelle sue camminate sulla neve con le Clarks che distrugge a ritmo serrato, ma in taluni casi nonostante la sua avversione per il freddo, il silenzio, la neve, riesce a cogliere alcuni lati positivi anche ad Aosta.

L’indagine riguarda un suicidio che forse è un omicidio oppure chissà. 😉 Non racconterò nulla, ma sottoscrivo in pieno il fine dell’Autore che capirete al termine del libro.

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Questa voce è stata pubblicata il 6 Maggio 2014 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , , , , .