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Paghi pochi euro in meno e la multa aumenta di centinaia. La Cassazione ora dice no. Durerà?

di Maurizio Caprino

Sbagli per pochi euro il pagamento della multa e ti ritrovi con una cartella esattoriale di centinaia di euro.

Non è una cartella pazza: il Codice della strada stabilisce che, se il pagamento non è completo fino all’ultimo centesimo, vale solo come acconto e quindi, se non si capisce l’errore e si rimedia entro 60 giorni, scatta il raddoppio previsto per chi non paga affatto.

Storia assurda e vecchia, denunciata in tutte le salse lasciando le istituzioni nell’indifferenza. Ma ora una sezione della Cassazione, la Seconda civile, pare muoversi a compassione: ha congegnato una sentenza, la 9507/2014, che cerca di evitare l’assurdo.

In pratica, chi paga bene la sanzione e sbaglia solo perché si perde nella giungla delle spese di accertamento e notifica va considerato in regola. I dettagli giuridici li ho spiegati sul Sole 24 ore (del 1° maggio).

La questione sostanziale è che spesso si sbaglia perché non si riesce a capire bene quale dei bollettini prestampati (allegati al verbale) va utilizzato: le regole sono stratificate e complicate, le spiegazioni fornite assieme al verbale lasciamo perdere…

Insomma, si viene “guidati” dalla stessa pubblica amministrazione verso l’errore. Per questo i giudici della Seconda sezione civile sembrano essersi passati la mano sulla coscienza. Ma il problema è capire se la sentenza terrà nel tempo o verrà inghiottita dalla giurisprudenza prevalente.

Tenete conto che non di rado la Cassazione segue indirizzi diversi anche su casi analoghi e a volte per questo una sezione rimette una questione controversa alle Sezioni unite, per farla dirimere definitivamente. Solo le sentenze delle Sezioni unite sono davvero vincolanti per gli altri giudici.

In attesa di un’eventuale sentenza di questo tipo per chiarire il destino di chi sbaglia per pochi euro, possiamo solo notare che la Seconda sezione ha basato il suo ragionamento sull’articolo 203 del Codice della strada, che riguarda i ricorsi al prefetto.

L’obiezione che potranno fare gli organi di polizia è che qui non siamo in presenza di ricorsi, ma solo di verbali. Vedremo come finirà.

 

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