Polvere di alghe rosse con l’aggiunta di acqua e calore. Così Ari Jónsson, studente presso l’Accademia delle Arti islandese di Reykjavík, ha realizzato una bottiglietta dall’ecodesign davvero innovativo.
Non contiene nemmeno una goccia di petrolio, è perfettamente biodegradabile e, per gli appassionati di cucina giapponese e di piatti a base di alghe, è persino commestibile.
Da tempo le potenzialità delle alghe hanno messo questo materiale al centro di numerosi studi: dall’impiego per i biocarburanti a quello come materiale isolante, allo sfruttamento della bioluminescenza, all’uso per creare un’architettura vivente o facciate mangia-smog.
Jónsson ha presentato il suo progetto durante il festival DesignMarch che si è appena concluso nella capitale islandese.
“Ho letto che ben il 50% della plastica – ha commentato lo studente – viene usato soltanto una volta e poi gettato via. Così ho sentito il bisogno urgente di trovare un modo per sostituire almeno una parte dell’incredibile quantità di plastica che produciamo, usiamo e gettiamo via ogni giorno”.
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