Nei giorni scorsi l’amico Angelo R. dopo aver letto sul Gruppo Fb il racconto di un’esperienza lavorativa con un cliente, mi chiedeva come faccio a gestire le richieste di certi clienti, ragion per cui oggi condivido con voi un’altra storia che “merita” e che a mio parere testimonia l’incapacità professionale di ingegneri e tecnici vari.
Mando un’offerta ad un cliente, per un importo di circa 15.000 € (memorizzate l’importo) + circa 300 € per un test da effettuare in un laboratorio esterno, su una decina di pezzi a campione, come si fa di solito quando il cliente chiede un test PMI sul materiale.
Arriva una mail nella quale si precisa che il test deve essere fatto sul 100% dei pezzi … se non fosse che si tratta di 12.000 pezzi per un peso complessivo di circa 1400 kg.
Va da sè che la richiesta è folle e lo faccio notare al cliente che, peraltro, forse ha ricevuto la stessa richiesta dal committente finale.
Scrivo al laboratorio e dalla direzione mi chiamano per dirmi che è una richiesta surreale ed ingiustificata con costi altissimi.
Concordo, ma come dicono loro “il cliente ha sempre ragione” per cui se vuole un’offerta in tal senso, facciamola.
Ed eccola qua l’offerta.
A fronte di una fornitura di 15.000 €, il costo delle analisi effettuate presso la nostra azienda (2 tecnici x 18 giorni) prevede un importo di 48.000 € (!!) ai quali aggiungere il costo del nostro personale che deve posizionare i dodicimila pezzi per i test.
Ma fosse tutto qui ![]()
Il laboratorio, infatti, fa notare che “i controlli non distruttivi su un diametro 8 mm. non permettono di determinare la presenza del Carbonio, necessaria per identificare il grado H” e dato che la conferma che il materiale è Aisi 304H e non Aisi 304 in teoria è l’unica ragione per cui fare questi test specifici.
E poi Angelo mi chiede dove trovo la pazienza…. in realtà la mia è divertita rassegnazione … altro non si può fare.
questo caso è diverso ed effettivamente spiegabile … anch’io talvolta devo acquistare materiali in qualità particolarti che richiedono tempi lunghi…
vero che alcuni miei clienti non riescono a capire quando uno scrive che “i tempi tecnici per la produzione sono di 40 giorni” per cui fanno l’ordine e dopo 10 giorni sollecitano una consegna “perchpè hanno fretta”…
ma io mi ritengo un pò più sveglio…
il problema è che progettisti ed ingegneri sempre più spesso lavorano sulla teoria piuttosto che sulla pratica…
una volta uno mi ha contestato un prezzo per un’operazione semplice, banale, ma che deve essere fatta manualmente e se la devi fare 20.000 volte, ci sono tempi ovvero costi da sostenere.
a quel punto gli ho chiesto se lui avesse mai provato a montare alcune migliaia di quei tappi
e mi ha risposto di no, al che quando gli ho detto che io l’ho fatto e conosco i tempi e quindi i costi
e la cosa è finita lì … è come per le offerte che spedisci e che devono essere valutate da persone che neanche sanno di cosa parlano
il test PMI serve espressamente per avere la conferma della qualità del materiale e quindi, nel caso specifico, per determinare la presenza del carbonio.
Io ad esempio in Azienda abbiamo un fornitore (produttore di pezzi in metallo) che da Gennaio 2016 non ha anocra prodotto un particolare richiesto da uno dei nostri Geometri… non è pigrizia, perchè nel frattempo ha prodotto tutte le altre richieste anche di altri lavori.
E’ quel particolare prodotto ad esere particolare, se non erro usa un materiale che deve arrivare dll Australia (titanio) e per lavorarlo deve per forza farlo per fasi…e ci vuole il suo tempo.
Il cliente è stato informato e gli stà bene… poi che sia una cosa strana ci stà.
😉
Ciao, ho avutoun idea…forse al cliente in realtà serve sapere quanti pezzi prodotti di quelli fatti da lui hanno un difetto, pertanto vanno provati tutti. Non importa se li distruggi. Ma per avere un dato tipo (il 3xmille dei nostri fabbricati è difettoso) deve per forza fare così.
Chiedigli lumi, magari il motivo è semplicemente questo.
P.s.
in effetti è una cosa un po’ complicata da capire se non si ha avuto a che fare con certi centri controllo qualità.
..Poi per quanto riguarda le “richieste assurde”.. spesso lo sono davvero, ma in alcuni casi (molto pochi) sono reali necessità dovute alle particolari esigenze dell’attività, che in altre occasioni non ci saremmo mai sognato di conoscere.
🙂
se risponde te lo dico…
dopo di che, sarebbe un modo per far muovere l’economia 🙂 se l’unica via è fare controlli distruttivi, io gli faccio 15.000 e di pezzi, il laboratorio li distrugge per fare i test, poi io ri-faccio i pezzi ed il laboratorio rifà i test… e via così…
Un test a campione sul 100% dei pezzi…innovativo.
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Sarei curioso di conoscere la risposta del cliente.
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sicuri si diventa, Ride Safe and Vote NO!
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