Eleonora è una donna eccentrica con un modo tutto suo di guardare il mondo. Da quando l’ex marito è scomparso, il rapporto con la figlia Corinne si è spezzato.
E anche per questo che Eleonora lascia Firenze e si rifugia a Parigi, in cerca di solitudine e di chiarezza, “perché certe fughe non si organizzano, si subiscono, e al massimo cerchi di perfezionarle”.
Da li, osservando il parco sotto casa e la vita dei coinquilini, scrive un giorno dopo l’altro un catalogo torrenziale destinato a sua figlia, per orientarsi fra “il silenzio animato degli armadi e il frastuono dell’umanità”.
Il catalogo di Eleonora diventa un modo di trasmettere l’esperienza del tutto singolare, “fuori dalle ante”. Vitale e sovversivo.
“Devi conservarlo, figlia mia, è un vademecum per vivere meglio, dentro e fuori. Occorre proteggere i confini, con cuciture forti”.