Non è un romanzo né una raccolta di racconti. Non è nemmeno un diario di viaggio o una collezione di articoli di viaggi.
Sabbie bianche è un libro costruito in modo insolito, una guida ideale della contemporaneità che racconta il mondo globale e la sua accessibilità rispecchiando anche un senso di spaesamento e sospensione, banalità e malinconia. La Polinesia, lo Utah, White Sands nel New Mexico, la California (Los Angeles, le case di Adorno e di Thomas Mann), Pechino, raccontati da uno dei migliori scrittori britannici, che qui diventa un “turista della delusione“.
È forse il frammento dedicato all’ultimo giorno nella capitale della Cina uno degli scorci più intensi: le corti interne grandi come campi di calcio della Città Proibita, l’inquinamento che scende scuro e solido dal cielo, le masse umane che riempiono lo spazio.
E poi l’incontro con Li, una guida cinese che con il suo fascino enigmatico diventa una sorta di personificazione della città.
(Fonte: RivistaStudio.com)