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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Il mondo del lavoro in pillole/13

1 – Questa mattina ho accettato un’ordine telefonico da parte di un cliente.

Evento rarissimo che però questa volta faccio in relax, perchè il cliente è fedele ed oltremodo corretto.

Come già detto in passato, la serietà paga sempre, la furbizia solo nel breve periodo, che poi uno prende le contromisure.

2 – Come scritto in un posto precedente: La serietà paga….

Scrivo ad un cliente: “non appena possibile vi confermerò o meno il prezzo, a meno che vi fidiate del fatto che applicherò il miglior prezzo ed allora in quel caso le metterò in produzione quanto prima senza attendere una conferma in tal senso.”

Mi risponde: “procedete pure con la produzione, vista la collaborazione storica ci fidiamo 😊 Poi ci manderete conferma prezzo quando l’avrete.”

3 – Il solito cliente manda un ordine e fa il furbetto con i prezzi; la differenza è di pochi € a mio svantaggio e per una questione di principio glielo farei anche notare.

A differenza sua, che mi telefona per chiedere uno sconto di 1,26 € (non scherzo), lascio correre, però me la lego al dito.

Ed ho buona memoria.

A me servono i clienti per lavorare, ma ai clienti servono fornitori collaborativi, però se vuoi che io sia elastico, tu devi essere corretto.

4 -Oggi è l’8 giugno.

Mi arriva un ordine di materiale da produrre appositamente, datato 6 giugno, con consegna per il giorno stesso.

Chi pensi che sia?

Mago Merlino?

Agito la bacchetta magica e siamo a posto così?

5 – Avviso il solito cliente che sono pronto con l’ordine.

Si tratta di 2 posizioni chieste per giugno, importo di ben 65 €, mentre le altre due (€ 31) le prende a luglio.

Ora mi scrive per avere la certezza che abbia messo in consegna solo “giugno”.

Sicuramente meglio spostare di un mese il pagamento di 31 €.

Sai che risparmio, visto che poi deve pagare due trasporti…

6 – Il cliente conferma l’ordine per i pezzi L=100 Pos. 52.

Gli scrivo dicendo che gli ancoraggi della Pos. 52 sono L=150, mentre quelli L=100 sono della Pos. 53.

Fatti venire un dubbio, no?

Ed invece mi scrive dicendomi “non capisco perchè cita quelli L=150, dato che a me servono quelli L=100.”

Allora gli mando la foto dell’email dove LUI scrive che vuole quelli Pos. 52.

Preso in contropiede mi dice che appena in ufficio farà una verifica.

E dopo un paio d’ore scrive: “Effettivamente ho fatto confusione con le posizioni….”

Tutto è bene quello che finisce bene, tuttavia:

1) abbiamo perso l’intera mattinata per capire che cosa volesse, invece di iniziare una produzione per lui urgente

2) E se per caso avessi prodotto quello che mi aveva chiesto senza indagare? Chissà di chi sarebbe stata la colpa…

7 – Una volta avevo pensato di fare come fa un mio fornitore ovvero addebitare a parte in fattura le scatole/bancali effettivamente usati.

Risposta tipica: “Noi non paghiamo gli imballi.”

Su che logica, vien da chiedersi.

Comunque sia, continuo come prima ovvero “stimo” il numero delle scatole e le incorporo nel prezzo, così se ne uso di meno, loro pagheranno quelle stimate ovvero pagheranno di più.

Furbi eh?

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 8 giugno 2023 da in Il mondo del lavoro con tag , , , , .