Oggi allarghiamo il discorso.
Se la benzina aumenta di 10 cent in un giorno, scattano un po’ di proteste, ma poi eccoci tutti lì a fare benzina.
Se dopo anni di prezzi bloccati il caffè aumenta di 10 cent, scatta la sollevazione popolare, alimentata da alcune associazioni a difesa dei consumatori.
Passi per le proteste dei consumatori che spesso non conoscono le dinamiche dei prezzi, ma le associazioni dovrebbero sapere come stanno le cose.
Comunque sia, ripesco quanto spiegato nel 2020 dalla Ristoratrice esaurita in merito al prezzo del caffè.
“Come già spiegato in passato, bisogna smettere di prendere il prezzo del caffè come riferimento.
Già non è possibile farlo pagare 1 euro, è ridicolo (è poco!), ma criticare perchè si paga 1,20/1,50 e “in galleria si arriva a 2 euro” è assurdo.
È ora di smetterla innanzitutto di pensare che i bar e i ristoranti siano gestiti da gente ricca, che pensa solo a mettersi i soldi in tasca oppure da gente “poco di buono“: non è così.
L’imprenditoria di questo settore ha le stesse criticità degli altri: ci sono tante brave persone che stanno in piedi facendone lavorare tante altre ma non sono certo ricche e poi ci sono anche i mascalzoni che non pagano le tasse e non pagano i dipendenti. Questo però accade in ogni settore.
Basarsi sul prezzo del caffè o del cappuccio per dire che “hanno approfittato della situazione per aumentare i prezzi” è da scellerati.
Venissero loro a mandare avanti un’azienda con i costi fissi che ci sono, inclusi gli affitti molto alti.
Affrontiamo la questione prezzo del caffè: ma si può prendere come riferimento del costo della vita la tazzina di caffè al banco?
Ma cosa pensate che ci sia di ricarico su 1,10/1,20 cent?
Allora: la miscela… i prezzi partono da un minimo di 8 euro al kg a 30 euro, e certi caffè anche di più ( sono caffè speciali e si trovano a volte in certi bar di locali “stellati”).
Comunque parliamo di prezzi al kg del caffè: ci sono delle miscele che provengono da paesi vocati e sono molto pregiate per vari motivi, sono delle monorigine (sono pee lo più 100% arabica).
La “robusta” invece è la componente che da’ maggior resistenza alla “cremina “e contiene più caffeina (caffè di paesi con caratteristiche diverse, meno pregiati di base).
Il torrefattore miscela diverse origini solitamente e crea la sua miscela che può essere più o meno pregiata.
Più la Miscela contiene Robusta e meno costa ( ed è anche più forte!). In meridione i caffè più amati sono quelli più forti, intensi. Una piccola % di Robusta comunque è consigliata per dare più struttura (l’arabica è più dolce) ma, se presente in quantità, abbassa il prezzo del caffè.
Aggiungiamo il costo di affitto: se sei in Vittorio Emanuele l’affitto costa di più che in V.le Monza, ma mooolto di più.
Qualità del personale: IN REGOLA, e specializzato rispetto ad altri locali dove magari il barista (anche improvvisato) è assunto part time, ma fa full time ed è pagato la metà in nero. Poi per servire un buon caffè ci vuole una buona struttura: macchina caffè, macinino, poi le bustine di zucchero.
Il prezzo quindi non può essere uguale dappertutto. A volte un caffè a 1,50 cent può essere a “buon mercato”. Perché il caffè all’estero costa carissimo?
E Starbucks è arrivato a Milano e il suo caffè non costa certo 1 euro…
In un libero mercato non ci può essere un prezzo fisso, le variabili sono tante, se si capisce ( e molti lo capiscono) non si fanno queste polemiche.
Un hotel 5 stelle costa come un 3? No. E nessuno si lamenta. Ti fanno anche pagare la differenza per la vista mare. Perché il caffè deve essere uguale dappertutto? Chi l’ha detto?
Subito prima dell’euro il caffè costava 1700 lire quindi 87 cent. Dopo 20 anni solo 13 cent di aumento.
Quale prodotto ha subito in 20 anni solo 13 cent di rincaro quando tutto, dopo circa un anno, è praticamente raddoppiato?
Direi: SMETTIAMOLA.