La vicenda raccontata in questo servizio di Mi Manda Rai è incommentabile.
“Provate a immaginare se arrivaste davanti alla tomba di un vostro caro e la trovaste vuota. A Trapani, Giusy e Maria hanno vissuto questa tragica esperienza e non sono le uniche.“
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Senza arrivare poi a situazioni assurde (e dolorose) come queste, c’è da dire che la gestione dei cimiteri ha parecchie situazioni da normare meglio.
Il colombaro dove ci sono i miei familiari è scaduto a fine 2023.
Nessuno mi ha avvisato, l’ho scoperto per caso quando hanno tumulato mio padre in luglio.
Per sapere quando rinnovare, devo cercare i dati sui manifesti cimiteriali che però sono fermi al 2022.
Non abitando a Milano devo gestire tutto online, con verifiche periodiche; ma chi non ha la possibilità di gestire tutto online?
Dopo la tumulazione è stato necessario rifare la lapide e quando sono andato a vedere il lavoro fatto, un paio di settimane fa, ecco che il lumino è spento.
Chiedo all’agenzia funebre e mi dice che devo chiedere la riattivazione.
Ma se era attivo ed hanno solo cambiato la lapide, perché devo pagare per riattivare un servizio che era già attivo?
Comunque sia, 16 € non mi ammazzano, tuttavia io abito a 30 km da Milano, ma uno che abita a 300? In pratica neanche si accorge di avere il lumino spento….
Scrive poi Ele da Siena: “Sono andata al cimitero da mio babbo ed aveva la luce del lumino spenta. Ho chiesto spiegazioni e mi hanno detto che è staccata da quando abbiamo fatto esumazione per posto scaduto e lo abbiamo messo in un altra parte del cimitero. Mi hanno detto che in quel momento dovevo dichiarare che volevo continuare ad avere la luce. Ho detto che se l’aveva nella precedente tomba e nella nuova c’era anche un porta lampada che cosa dovevo immaginare?”
Non ultimo, visto che i parenti pagano questo e quello, Serve più attenzione per i defunti (ed i loro parenti) per evitare situazioni come quelle raccontate nel post.