Al 1° ottobre ho ritirato la Kia EV3 quindi un’auto 100% elettrica.
Va da sè che in questo mese appena trascorso ho avuto occasione di parlarne con alcune persone e dai commenti di alcuni è chiaro che la disinformazione che gira ha fatto presa ed a poco serve che uno che l’auto elettrica ce l’ha spieghi le cose come stanno veramente e non come la raccontano certi, in totale malafede.
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Le reazioni: a parte pochi entusiasti e di conseguenza interessati, alla maggior parte delle persone è letteralmente caduta la mascella, dopo di che sono cominciate le domande che ovviamente girano intorno a tre argomenti: autonomia, batteria e prezzo.
Fatto presente che la mia è il modello top di gamma e che quindi il prezzo non può essere preso quale riferimento, visto che ci sono modelli con la batteria più piccola che costano meno, si passa rapidamente oltre e la disinformazione si mostra chiaramente quando ti chiedono: ma la batteria si cambia ogni anno?
Quando gli dici di no, che anzi la batteria sopravvive all’auto e viene riutilizzata in altri ambiti arriva lo scetticismo: ma in televisione (o internet) hanno detto che…
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(Nello stadio Johan Cruijff ArenA di Amsterdam, l’energia prodotta da un impianto da 3 megawatt, realizzato con 4.200 pannelli fotovoltaici installati sul tetto dello stadio, viene accumulata in un sistema di accumulo composto da 148 batterie usate provenienti dalle Nissan Leaf. – Fonte: Cobat)
Con certe persone c’è lo spazio per spiegare, ma con altre no ed allora lascio cadere il discorso.
Se vogliono informazioni di prima mano, sono sempre disponibile, ma non devo convincere nessuno.
Per quanto riguarda l’autonomia, non sono tanto i km. percorribili a spaventare, quanto i tempi di ricarica visto che “non ci sono colonnine”.
Ci sono sicuramente regioni dove le infrastrutture di ricarica sono carenti ed anche al Nord si legge di aree di ricarica occupate impunemente da auto termiche, grazie anche al completo menefreghismo della Polizia Locale, oppure di colonnine installate e mai attivate, ma in ogni caso per quel che mi riguarda ho fatto una ricarica pubblica nel mio Comune senza problemi ed un’altra in albergo a Desenzano.
Piuttosto ci sarebbe da dire sui costi, ma è altresì vero che ricarico in giro solo se necessario, limitando quindi i danni.
Spiegato quindi che in linea di massima nelle nostre zone le colonnine ci sono e funzionano, si passa ai tempi di ricarica “visto che ci vogliono ore a ricaricare”.
Io sono andato ad una colonnina da 75 kW ed ho caricato dal 40 all’80% in 26 minuti ed intanto sono andato a fare una commissione nelle vicinanze.
A casa ovviamente i tempi di ricarica sono più lunghi, ma visto che di notte dormo, cosa c’è di meglio di avere il “distributore” in giardino e riempire il “serbatoio” mentre l’auto è parcheggiata?
Uno mi dice di un suo parente che è partito con la Tesla al 70% per un viaggio e poi ha dovuto restare 2 ore ad aspettare che le colonnine in autostrada si liberassero, visto che erano tutte occupate.
Io sono un neofita, tuttavia se ho qualche dubbio in merito alle possibilità di ricarica e so di dover fare molta strada la carico al 100%, dopo di che se inserisci la destinazione nel navigatore e la percentuale di batteria con la quale vuoi arrivare a destinazione, è la macchina stessa a dirti dove caricare; non ultimo molte colonnine si possono prenotare e quindi con un minimo di organizzazione si risolve.
(È il rimanere al 100% di carica che danneggia la batteria, non tanto il fatto di caricarla al 100%. Fonte)
Quando lo fai notare a mezza bocca ammette che è vero, ma aggiunge poi: e se mi dimentico di caricarla e poi mi serve?
Il problema, quindi, non è l’auto e la fonte di energia, ma il conducente.
La Kia mostra chiaramente la percentuale di carica e l’autonomia stimata in km., con l’indicazione aggiuntiva dei km. Min/Max percorribili, per cui basta giusto un minimo di attenzione.
Volendo cercare il pelo nell’uovo, se con l’auto termica ti dimentichi di fare benzina ed il giorno dopo c’è lo sciopero dei benzinai? 😉
E quindi se fai un viaggio con un’auto termica e parti con il serbatoio in riserva e ti ritrovi ad andare a piedi con la tanichetta in cerca di un distributore, la colpa è dell’auto?
Poi c’è chi è preoccupato dell’incendio della batteria, grazie al fatto che se un’auto elettrica si incendia, quale che sia la ragione, e certa stampa ci si butta a pesce, senza approfondire; ed infatti capita che l’auto elettrica venga incendiata da un piromane, ma il messaggio che fanno arrivare al lettore è che “le auto elettriche si incendiano da sole.”
(Secondo tutte le statistiche il rischio di incendio nelle auto elettriche è «fra 10 e 80 volte minore rispetto alle termiche». Mentre le ibride, che uniscono le criticità elettriche di due batterie più quelle del serbatoio di carburante, hanno una probabilità di andare a fuoco doppia rispetto alle termiche.)
Al netto delle varie obiezioni fatte, in ogni caso l’auto elettrica suscita o molta curiosità o molta avversione, sembra che non ci sia la via di mezzo.
