Testo scritto da un libraio, raccolto da Paoblog
Premessa: Ieri sono stato d’accordo con un signore mio cliente: “il Natale ha una bellissima caratteristica: poi passa”
Sono appena uscito da un’esperienza traumatica con una cliente. Per fortuna sono riuscito a controllarmi e anche domani non mi leggerete nella cronaca nera.
Prima mi ha tirato scemo con ‘sto cacchio di libro sugli animali per un bambino di 4 anni: mi raccomando, dev’essere un libro bello, grosso, colorato, con le foto (non disegni), ma è adatto a un bambino di 4 anni? No, questo non va bene, quell’altro è scialbo, quest’altro è per i più grandi, eccetera
Poi le dico: lo scaffale dei libri sugli animali è questo, quello che c’è è qui…
E invece no, dovevo stare lì a tirare fuori io libro per libro, aprirglieli io perché lei non voleva toccarli e via così.
E poi, mentre le facevo vedere i libri:
e quello cos’è?
è un leone, signora.
Ah. E questo cos’è?
(mi prende in giro?) è una scimmia, signora …e fa così su ogni libro.
Alla fine sceglie il libro.
Mi fa il pacchetto? Che carta usate? Mi fa vedere la carta? E mi mette un fiocco? Che tipo di fiocco avete? Ah, non avete i fiocchi? Ma non ho capito, come lo fate il pacchetto?
Alla fine, dopo che le ho spiegato nel dettaglio come facciamo i pacchetti, ha voluto la carta e se n’è andata in cartoleria per comprare il fiocco e il pacchetto se lo sarebbe fatto da sola.
Dovevate vedere le facce degli altri clienti in attesa dietro di lei.
Nota di Paoblog: Se ti appassiona il genere, leggi anche le Memorie della ristoratrice esaurita