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Un libro: La Numero Uno

L’ultima notizia del commissario Gigi Berté è il messaggio WhatsApp delle 21,30 spedito alla Marzia: «sto tornando, fame!» Ma alle 23 di quella piovosa serata novembrina non è ancora rientrato a casa dal corso di aggiornamento e il suo cellulare risulta disattivato.

Le prime ricerche della squadra di Lungariva, affiancata dalla PM Graffiani, scattate dopo la telefonata angosciata della Marzia, non portano a nulla. Si fa sempre più realistica un’inquietante ipotesi: Berté è stato sequestrato.

Intanto una giovane avvocata viene ritrovata senza vita e con il cranio fracassato in un carruggio di Genova: esiste un legame tra i due fatti? E se la mano criminale è la medesima… a chi appartiene?

Forse a qualcuno che ritorna da uno scomodo passato che Berté vorrebbe dimenticare?

O invece la squallida vicenda che emerge dalle ricerche ha radici in una crudele attualità?

Un’indagine corale e fuori dagli schemi, condotta tra Genova, Lungariva e Imperia con protagonista anche l’ispettore Francesca Belli che si servirà non solo della tecnologia ma anche del cuore per arrivare alla verità.

L’unica certezza per il commissario milanese di origine calabrese è che può contare sull’amicizia dei colleghi di Lungariva e sull’incondizionato amore della Marzia…

Opinione personale: Avendo letto tutti i libri della Serie con il Commissario Bertè, vien da dire che ormai lo conosco come le mie tasche ed in effetti mi sento molto in sintonia con il poliziotto e con l’uomo; avendo avuto anche il piacere di confrontarmi con una delle autrici, il cerchio si chiude.

La storia gialla costringe Bertè a fare i conti con il passato ovvero con il “tradimento” del collega, affrontato a muso duro sino ad arrivare ad una scazzottata che ha causato poi il trasferimento a Lungariva; però, passa il tempo, le persone cambiano ed una richiesta di Aiuto, presentata con modi discutibili, arriva al cuore di Bertè che, al solito, calpesta procedure e competenze pur di risolvere un omicidio inspiegabile a prima vista.

Pur essendo allergico all’autorità, questa volta Bertè riesce a dominare i suoi istinti caratteriali ed a gestire al meglio la collaborazione con l’Ispettore Romeo, amico e collega; più difficile affrontare l’improvvisa defezione dell’Ispettrice Belli.

(Ad onor del vero io avevo intuito le ragioni della sua sparizione, peraltro volontaria.)

Questa volta i colleghi di Lungariva sono defilati nell’indagine, che si svolge a Genova, ma sempre disponibili e fiduciosi nel Commissario anche se hanno percepito la bugia iniziale (di cui non parlerò).

Nella mia classifica personale si guadagna il “solito” Buono (4* su Kobo).

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Questa voce è stata pubblicata il 26 gennaio 2026 da in L'angolo dei libri - le nostre recensioni con tag , , , , , .

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