Le testate giornalistiche oppure le Autorità hanno le idee confuse, visto che su Open leggo che “Gli agenti Ice in Italia per le Olimpiadi faranno intelligence”, poi su MilanoToday il Presidente della Regione Lombardia prima dice che “L’Ice sarà a Milano per le Olimpiadi e poi ritratta” ed infine su Il Post leggo che il Ministro Piantedosi prima ha negato, poi ha lasciato la porta aperta.
Resta il fatto che come ha precisato il Ministro, «le delegazioni straniere (…) scelgono loro a chi rivolgersi per assicurare la sicurezza alle delegazioni stesse», in ogni caso coordinandosi con le autorità italiane, anche se come scrivono sul Post “scortare atleti e atlete esulerebbe anche dai compiti dell’ICE, che si occupa di tutt’altro”.
In ogni caso una comunicazione istituzionale più seria e puntuale, aiuterebbe, nel bene o nel male.
Per quel che mi riguarda quelli dell’ICE nelle strade di Minneapolis mi fanno venire in mente le camicie brune delle SA a Berlino, negli anni ’30.
Approvate da pochi, temute da molti e tollerate dalla polizia, talvolta frenata da ordini superiori.
Non è finita bene.
(Non sono un esperto degli Usa, ma le continue ingerenze della Presidenza, spesso illegali, non mi fanno sperare in una soluzione politica. Se non si ribellano concretamente le forze di Polizia, Stato dopo Stato, non se ne esce.)
Detto questo, vien da pensare che l’amministrazione Trump abbia deciso di inviare l’ICE alle Olimpiadi invernali ben sapendo che sarebbero state malviste e forse sperando in disordini in modo da poter dare dei terroristi a tutti quanti, visto che la regola sembra essere questa: negare l’evidenza, criminalizzare le vittime e tacciare di terrorismo chiunque esprima disaccordo.
Temo che i soliti noti creino disordini che ovviamente si concretizzeranno in attacchi contro la polizia, vandalismi vari e via dicendo, perdendo completamente di vista l’obiettivo e favorendo la condanna del dissenso che se invece fosse portato avanti con un rumoroso silenzio sarebbe più produttivo.
Adunate pacifiche, cartelli e striscioni contro l’amministrazione Trump che, ricordiamoci, tratta gli europei/italiani come dei parassiti, dei vigliacchi, minacciando e/o applicando sanzioni rendendo il ricatto economico-commerciale l’unica via di dialogo; in sintesi: o fate come dico io o fate come dico io.
Un esempio di dissenso silenzioso, ma ben visibile. Un cappellino MAGA (versione canadese) passa inosservato, ma una folla di cappellini?

I fischi quando c’è l’inno americano è poco sportivo, ma pazienza. Un locale pubblico non può evitare di servire un cliente americano, però può appoggiare sul bancone le foto delle vittime dell’Ice, così come la similitudine fra il bambino ebreo con le mani alzate ed il piccolo fermato a Minneapolis.


Chi vuol capire, capisca…e soprattutto bisogna anche scuotere gli americani intesi come persone, visto che non tutte saranno d’accordo con le politiche di Trump.
Se usi la violenza, per protestare, siamo portati a rifiutare la protesta, ma se la protesta è civile, il messaggio passa, giorno dopo giorno…
(Evitiamo l’ipocrisia di esporre la bandiere per la Pace e poi andare in manifestazione con spranghe e molotov. Il messaggio “arriva” se c’è coerenza)