
Nel paesino della Bassa avvolto nella nebbia è avvenuto un misterioso omicidio. La vittima è Fabio Mazza, il rubacuori locale. I sospetti sono tanti: indifferente com’era al fatto che la sua conquista fosse sposata o meno, il morto si era fatto molti nemici, e certo non aiutano le condizioni del corpo trovato in mezzo alla piazza.
Fabio Mazza presenta, infatti, due ferite mortali, come se l’avessero ammazzato due volte: con un colpo di pistola e tagliandogli la gola.
Il maresciallo Arturo Bonomi, aiutato dall’ineffabile dottor Peruzzi, da Boris l’oste e dal resto della sua compagnia di amici, è costretto a addentrarsi nei segreti e nei vizi dei suoi compaesani, scoprendo un mondo di gelosie brucianti e passioni nascoste, amori che iniziano e amori che finiscono, femmes fatales e mogli insoddisfatte… ma chi tra loro sarà il vero assassino?
Opinione personale: Parto dal fondo ovvero vi dico subito che nella mia classifica personale gli ho assegnato un Ottimo (5* su Kobo) il che capita, ma non spesso.
Mi secca solo il fatto di aver letto per primo il secondo libro della Serie con Bonomi, ma d’altro canto non riesco a ricordare come sia arrivato a questo Autore e quindi ora metto in nota Il delitto della Madonna di Fossalto così mi tirerò in pari quanto prima.
Come sempre non è mia intenzione anticipare nulla sulla trama che effettivamente presenta questa anomalia della vittima “uccisa due volte” il che complicherà non poco le indagini, portate avanti come usava una volta, senza CSI che risolve in 3 minuti, sebbene l’apporto del Dottor Peruzzi sia importante, se si sopravvive alla sua logorrea. 😀
Abituato ai gialli dei giorni nostri, con storie piene di tensione e velocità (troppa) talvolta vado un po’ in difficolta con le storie ambientate negli anni ’50-60, ma non è questo il caso, perchè c’è la giusta lentezza, quando serve, salvo poi vivacizzarsi in alcune fasi dell’indagine, ma restando sempre attaccati alla realtà.
Molti autori non capiscono che se la storia è interessante e ben scritta, come questa, non servono colpi di scena spesso poco credibili che snaturano il tutto
Ho apprezzato la scrittura che ti trasporta sulla scena, ti fa sentire sul viso la carezza della nebbia, l’umidità che penetra il cappotto, gli odori dei camini ed ho apprezzato il personaggio, un Maresciallo dei CC che ha fatto la guerra ed ha la divisa cucita addosso, senza peraltro perdere l’umanità ed il buonsenso ed infatti i suoi modi gentili gli garantiscono testimoni collaborativi.
Stenderei invece un velo pietoso sul carabiniere Bitossi, confidando che la prossima storia inizi con il suo trasferimento a Pantelleria 😉
Sulla scia di quanto scritto a suo tempo nel post Parlando di libri e di commissari, sempre uguali a sè stessi… ecco che il Maresciallo Bonomi oltre ad essere un buon investigatore è anche un superiore corretto, un amico, un marito, a testimonianza che si possono creare personaggi con un bilanciamento positivo di pregi e difetti.
Infine…
leggo nei Ringraziamenti:
“Sicuramente il primo da ringraziare sei tu. Questo libro è tanto merito mio quanto merito tuo. Un libro senza lettori non esiste. Alcuni scrittori cercheranno di dirti il contrario, che si scrive per se stessi, eccetera, eccetera. Non è vero. Se nessuno lo legge, non è un libro, è un diario”
(parole sante)
“Adotta una libreria. Non la prima che trovi, ma una dove ti suggeriscano anche libri diversi dai soliti, dove puoi parlare, confrontarti, discutere, anche animatamente e, quando la trovi, vai sempre lì.”
(Da alcuni anni leggo in “digitale”, sul Kobo, tuttavia i librai di fiducia esistono; vedi ad esempio: https://paoblog.net/2025/05/09/libri/)