
Gibilterra, mezzo miglio dalla costa: la guerra è finita, Napoleone è stato sconfitto, ma per il capitano di vascello Jack Aubrey pace significa solo guai.
Ora che mancano le occasioni di distinguersi in azioni di guerra sul mare non può più sperare di diventare ammiraglio, e molti dei suoi ufficiali rischiano di essere lasciati a terra con la paga dimezzata, per non parlare dei marinai semplici, senza lavoro e con famiglie a carico.
Non gli resta che portare a termine l’ennesima missione idrografica: partire alla volta del Cile per scandagliare i fondali di Capo Horn e i suoi temibili stretti, con la Surprise, la fregata da ventotto cannoni, e il fedele amico Stephen Maturin, chirurgo di bordo. Ma quella che dovrebbe essere una banale spedizione si rivela molto più insidiosa del previsto.
Poco dopo aver preso il largo, durante una tempesta la nave subisce una collisione con un grosso mercantile, rimanendo gravemente danneggiata, e Aubrey perde metà dell’equipaggio per diserzione.
Superati non pochi imprevisti ripartono infine per la missione e, dopo una sosta in Sierra Leone che presenta un inaspettato risvolto romantico per Maturin, si trovano ad affrontare, oltre alle implacabili correnti dello stretto di Magellano, intrighi politici, epidemie e un’appassionante quanto pericolosa caccia ai corsari, per ritrovarsi invischiati, una volta toccata terra, in una guerra civile…
Dall’indiscusso maestro dell’avventura per mare, l’ultimo romanzo di una saga capace di riportare in vita un mondo di inestinguibile fascino.
Opinione personale: Come riportato nella sinossi, questo è l’ultimo romanzo della saga con il Comandante Aubrey, visto che l’Autore è poi scomparso nel 2000 lasciando incompiuto l’ultima avventura (L’ultimo viaggio di Jack Aubrey) che in ogni caso è arrivato in libreria; se interessa, questo è il primo romanzo della Serie: Primo comando.
Da “giovane” avevo letto molti libri di O’Brian, sempre con il massimo gradimento, tanto più quelli con combattimenti navali raccontati in maniera precisa e coinvolgente; questo libro ci mostra un Aubrey disorientato, a tratti, in quanto con la fine della guerra va da sè che il comandante di una fregata non ha molte occasioni di mettersi in mostra e concludere la carriera con un avanzamento di grado. In ogni caso l’occasione per tirare cannonate arriva ugualmente e Jack conferma di non aver perso il tocco, portando a casa i risultati prefissati.
La storia marinara si alterna con la fase spionistica di Maturin ed a tratti si perde un poco il ritmo, ma in ogni caso non ci si annoia e quindi anche questo libro si è facilmente conquistato un Buono nella mia classifica personale (4* su Kobo).
In calce c’è un Glossario che però nell’ebook non aiuta, visto che consultarlo non è come sfogliare delle pagine cartacee e la storia si fa lunga; personalmente preferisco da sempre una nota a piè pagina, che chiarisca subito il significato.