Come si dice sempre, l’elettrica è per molti, ma non per tutti.
Se si fa un ragionamento generico, va da sé che vanno bene le statistiche, poi ogni automobilista è storia a sé.
Comunque come dico sempre, non sono mica qui a fare opera di convincimento, racconto la mia esperienza con l’auto elettrica.
Fatene l’uso che volete.
Per quel che mi riguarda, 1 anno oggi con la EV3 e non mi sono pentito 1 secondo della decisione di passare alla mobilità elettrica.
Clicca qui per leggere il dibattito che si è innescato giorni fa su Mastodon.
Segnalo solo questo commento che raccoglie affermazioni discutibili, convinzioni errate e false informazioni.

Le colonnine sono pochissime?
“Al 31 marzo 2026 risultano installati nella Penisola 78.253 punti di ricarica a uso pubblico, di cui 68.153 attivi: il restante rimane in attesa di connessione alla rete. Per dare un’idea del ritmo della crescita, in quattro anni la rete italiana è cresciuta del 226%.
Nella graduatoria assoluta dei principali mercati europei al Q1 2026, l’Italia si conferma al sesto posto con 68.153 punti attivi, dietro a Paesi Bassi (214.883), Germania (209.336), Francia (192.036), Belgio (109.432) e Regno Unito (106.980), e davanti a Spagna (50.155) e Norvegia (27.067).
Ma il dato che conta davvero è il rapporto tra rete e veicoli. Con 15,4 punti di ricarica ogni 100 BEV immatricolate, l’Italia sale al terzo posto europeo, dopo Paesi Bassi (28,7) e Belgio (21,8).
E sulle sole infrastrutture in corrente continua compie un balzo decisivo: con 4,10 punti DC ogni 100 BEV è prima in Europa, davanti a Spagna (3,79) e Francia (2,42). È il segno che gli operatori italiani hanno scelto di investire prioritariamente sulla ricarica veloce, anticipando la domanda di percorrenze extraurbane.” (Fonte: Motus-e)
Perdere ore a pianificare gli spostamenti?
App e navigatore lo fanno per te.
Perdere ore per ricaricare?
Ricarico poco in giro, ma tengo d’occhio le colonnine e non ho mai visto aree intasate se non a luglio, rientrando dalle vacanze, in un centro commerciale dove volevo ricaricare (in occasione della sosta di Martin) ed erano occupati 12 posti su 12.
Colpa mia che non ho fatto la prenotazione del posto (con certi si può fare), ma sarebbe bastato fare qualche km. per trovare altri punti di ricarica.
Però non mi è servito e sono rientrato a casa senza caricare e con il 30% di residuo.
Però visto che si parla sempre del tempo perso per ricaricare, io ad onor del vero ho “perso tempo” per le 2 soste del cane e non per caricare, ma in ogni caso, dovendomi fermare per Martin tanto valeva cogliere l’occasione per ricaricare come ho fatto sulla A22.
Quindi ho impiegato 24 minuti per andare in bagno, fare colazione e fare la passeggiata con Martin ed intanto ho ricaricato il 20% anche se non ne avevo necessità.
La macchina elettrica va bene solo come seconda auto?
Rispondo con questo articolo (del 2025): Famiglie solo elettriche, altro che seconda auto
Nota integrativa: Alcuni giorni dopo si parlava su Mastodon di gomme 4 stagioni ed ho scritto che io ho montato le Hankook iON Flex Climate, precisando che sono specifiche per auto elettriche ed ecco puntuale il commento…

Una domanda che sembra una presa in giro, ma temo che sia frutto di una visione limitata ed in ogni caso ho risposto:
Le auto elettriche pesano di più e servono pneumatici adatti, che riducano la resistenza al rotolamento e quindi consumino meno energia e con accorgimenti per ridurre il rumore ed infine i motori elettrici erogano potenza in modo immediato, il che può causare un’usura più rapida dei pneumatici se la mescola non è progettata per questo tipo di sollecitazione.