Nota di Pao: Un paio di anni ma, se non ricordo male, c’era stato il problema degli elettrodomestici bianchi (frigoriferi, lavatrici, ecc) radioattivi, a causa del materiale impiegato nella produzione, di provenienza dall’est europeo.
Poche settimane fa ho ricevuto in azienda una serie di comunicazioni e certificazioni dalla acciaierie dove acquisto, circa la “non radioattività” negli acciai inox da loro prodotti; il problema era nato in Germania, dove erano stati trovati materiali radioattivi. Materiali che a quanto ho saputo sono stati impiegati per la produzione di viterie in acciaio inox e che in Italia credo non siano mai arrivati.
Ora abbiamo questa novità, del pellets radioattivo. E comes empre, la fonte dei materiali contaminati, sempre di provenienza Est europeo; forse c’è un problema ed è una situazione che sarebbe il caso di affrontare con controlli rigorosi e, nel caso, con un blocco mirato delle importazioni da quesi paesi. Degno di nota il fatto che si tratti di materiale non dannoso se inerte, ma che può creare problemi dopo la combustione e visto che i pellets devono essere bruciati….
Senza contare che si tratta di materiali venduti spesso con un prezzo inferiore a quello di mercato, (chissà perchè…) il che di fatto destabilizza il prezzo di produzione, penalizzando fortemente i produttori che usano materiali di qualità, a favore di chi compra, colpevolmente, materiali a basso prezzo, che per forza di cose sono di qualità infima se non , come in certi casi, persino dannosa.
Si dice che chi più spende, meno spende; vero, ma sicuramente esiste il giusto prezzo per ogni cosa. Il prezzo troppo basso non è indice di scorrettezza di chi chiede di più per lo stesso articolo, ma esattamente il contrario. La qualità si paga, poco da fare; l’importante è non richiedere un prezzo troppo alto ed assolutamente ingiustificato.
La notizia: Pensava di aver acquistato dell’eco-combustibile di qualità, ma ha scoperto di avere utilizzato nella stufa di casa una sostanza radioattiva. È accaduto a un abitante di Aosta, città da dove oggi – su disposizione della Procura della Repubblica – è partito un maxi sequestro in 29 province italiane (11 le regioni coinvolte) di 10 mila tonnellate di pellet, un prodotto, proveniente in questo caso dalla Lituania, derivante dalla pressatura della segatura del legno e utilizzato in speciali stufe domestiche.
Sono stati i vigili del fuoco di Aosta ad avvertire ieri la squadra mobile della questura, dopo che l’aostano aveva fatto analizzare il pellet perché non bruciava bene. La strumentazione del gruppo Nucleare biologico chimico (Nbc) ha rilevato la presenza di Cesio137: sostanza radioattiva prodotta dalla detonazione di armi nucleari e dai reattori delle centrali nucleari. Subito è scattata l’operazione. Prima è stato individuato il rivenditore valdostano, poi l’importatore, un grossista di Varese, successivamente è stata ricostruita la rete di distribuzione in Italia.
Nelle prime ore di oggi, in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo d’urgenza emesso dal procuratore della Repubblica di Aosta, Marilinda Mineccia, agenti delle 29 questure coinvolte hanno messo i sigilli sui sacchi contenenti pellet con marca «Natur Kraft», conservati in 60 diversi depositi. Non tutti risultano comunque contaminati.
La merce – un totale di 251 tir – era arrivata dal Baltico lo scorso autunno e poi venduta in tutta Italia, dal nord al sud. Oltre la Valle d’Aosta, le regioni coinvolte sono la Lombardia (Varese, Milano, Como, Lecco, Cremona, Bergamo, Pavia, Lodi, Sondrio e Brescia), il Piemonte (Torino e Cuneo), la Liguria (Savona e La Spezia), il Veneto (Vicenza), l’Emilia Romagna (Forlì, Ravenna Ferrara e Bologna), il Lazio (Frosinone e Viterbo), l’Abruzzo (L’Aquila), la Puglia (Bari, Brindisi e Taranto), la Calabria (Cosenza) e la Sardegna (Sassari e Cagliari). Ora l’attenzione è rivolta alle eventuali minacce alla salute a cui possono essersi esposti coloro che sono entrati in contatto con l’eco-combustibile contaminato.
Il Cesio 137, infatti, è un materiale radioattivo estremamente tossico. Il soggetto può subire danni cellulari dovuti alle radiazioni che possono persino provocare perdita di conoscenza, coma o morte. Dipende dalla resistenza delle singole persone, dalla durata dell’esposizione e dalla concentrazione a cui il soggetto è esposto.
«I pellet contaminati – ha rassicurato oggi il questore di Aosta, Salvatore Aprile, nel corso di una conferenza stampa – non sono pericolosi per la salute dell’uomo quando sono inerti, mentre lo possono essere i fumi prodotti dalla loro combustione, così come le ceneri». E poi ha aggiunto: «Sono ancora in corso esami e accertamenti per testare quali sono i pericoli per la salute derivanti da questo materiale».
Fonte: http://www.corriere.it
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l’ho sentito in tv e pensa che pensavo di prendere una stufa a pellets