Paoblog.net

Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Riscaldamento: risparmiare si può, col pellet

un articolo che leggo su il Salvagente e che farà piacere al Pupo Alpinista visto che in famiglia hanno installato una stufa a pellets che, a quanto mi diceva, ha garantito un risparmio netto, rispetto all’uso del metano.

Nell’articolo però si afferma che “Il risparmio è anche ambientale…non è tossico, non genera l’emissione di gas nell’ambiente…” il che potrebbe essere più vero se i consumatori si rifornissero con un occhio al portafoglio, ricordandosi però che esiste il giusto prezzo per ogni cosa.

Il prezzo troppo basso non è indice di scorrettezza di chi chiede di più per lo stesso articolo, ma esattamente il contrario. La qualità si paga, poco da fare. E quindi ha poco senso pagare poco per avere del pellet radioattivo… 😉

Senza dimenticare che un pellet a basso prezzo potrebbe non essere di qualità e quindi non garantire un’ottima resa, per cui se ne devi usare di più per riscaldare l’ambiente il risparmio se ne va…in fumo. 😉

Ed infine c’è sempre il rischio che il prezzo troppo basso altro non sia che l’esca dei truffatori...

° ° °

Sfruttare impianti che assieme a un buon livello di prestazioni garantiscano un basso impatto ambientale è oggi uno dei criteri che guida le famiglie anche nella sostituzione della caldaia.

Molti, a questo proposito, si chiedono: perché non scegliere un modello a pellet, che assicura una buona resa in termini di efficienza e funzionalità con zero impatto ambientale?

Un primo fattore positivo è rappresentato dal costo del pellet, notevolmente più ridotto rispetto a quello delle altre materie prime in commercio. In un’abitazione di 130 metri quadrati circa si consumano in media 2.150 euro annui di Gpl, 1.500 di gasolio e 1.450 di energia elettrica, mentre l’utilizzo del pellet genera una spesa media annua di soli 720 euro per l’energia domestica.

Questa materia prima viene venduta a sacchi, ed i trucioli di legno possono essere acquistati nei vari punti vendita ad un prezzo compreso fra i 3,50 e i 4,60 euro.

Il risparmio è anche ambientale. L’utilizzo del pellet garantisce un impatto ambientale molto ridotto, con le emissioni di CO2 rilevate vicinissime allo zero. Il pellet di fatto non contiene additivi chimici, quindi non è tossico, non genera l’emissione di gas nell’ambiente e non produce particolari quantitativi di rifiuti, cosa che consente una manutenzione e pulizia decisamente agevolate.

Oltre al basso costo, l’utilizzo del pellet consente di avere a disposizione un’alta resa di calore, anche se tutto è proporzionato al tipo di legno impiegato (l’ideale sarebbe utilizzare trucioli di faggio o di abete, lisci, lucidi e compatti).

Da non sottovalutare infine le detrazioni Irpef previste a sostegno dell’installazione di un impianto di stufe o caldaie a pellet: in virtù degli incrementi varati a giugno 2013 la soglia è infatti salita al 50%.

Considerato che il prezzo di una stufa in grado di riscaldare un appartamento di medie dimensioni si aggira (se della tipologia ad aria) tra i 1.600-3.000 euro, o al massimo (se della tipologia ad acqua) tra i  2.500-4.000 euro, usufruendo degli incentivi validi fino al 31 dicembre, in pochi anni l’investimento è rientrato.

Leggi anche questo articolo di E-R Consumatori

6 commenti su “Riscaldamento: risparmiare si può, col pellet

  1. Giovanni
    15 ottobre 2013

    Le considerazioni che fai non sono corrette…..
    La temperatura di comfort non c’entra; se io compro un “tot” di energia posso consumarlo in più o meno tempo in funzione della temperatura desiderata.
    Stesso discorso per la dimensione dell’appartamento, piu grande è l’appartamento piu in fretta consumerò la mia quantità di energia acquistata.
    Quello che importa, in primis, è il costo dell’ energia; fonte energetiche diverse hanno costo a MWh diverso.
    Il pellet è la fonte energetica piu economica tra i combustibili per riscaldamento, a parte il legno.
    La differenza di costo con il metano è tale che per un’abitazione che consuma 7,2MWh, come da esempio riportato su Qualenergia, la differenza è di soli 100€. Se tu hai bisogno di 10MWh, perchè ti piace stare a 23°C e non 20°C, la differenza sarà probabilmente di circa 140€.
    Qualsiasi scelta deve essere impostata conoscendo il fabbisogno energetico.
    Vuoi sapere qual’è la tua necessità energetica? Prendi le bollette del gas, vedi quanti mc hai consumato in un anno ( mesi invernali in cui hai acceso il riscaldamento) e moltiplicali per il poter calorifico del metano ( 9,7KWh/mc).
    Vorresti conoscere il risparmio potenziale che avresti con il pellet? Dalla tabella si ha che il pellet costa 72 €/MWh quindi puoi calcolarti la tua spesa energetica se avessi utilizzato il pellet.
    Ovviamente questo è un calcolo puramente indicativo, mancano tutti i parametri che concorrono ad un calcolo “scentifico” ( efficienza della stufa, costo del pellet che è variabile, ammortamento della stufa, consumo di corrente necessario per la stufa, etc)
    Tutti gli altri “approcci” che si possono avere sul tema sono chiacchiere da venditore.
    Ciao, Giovanni

  2. paoblog
    15 ottobre 2013

    non ho ricevuto altri commenti

  3. Giovanni
    15 ottobre 2013

    Ciao,
    ma il mio 2° commento non è stato registrato o l’hai censurato?
    Grazie.

  4. paoblog
    14 ottobre 2013

    c’è un errore di fondo nel commento ovvero il Blog è uno spazio personale nel quale, di solito, scrive una sola persona, ma il link citato è quello di un Portale del settore che, va da sè, ha un approccio diverso

    Per quanto riguarda i risparmi, ho sempre letto che il risparmio ci sia, poi in ogni caso bisogna fare riferimento alle dimensioni dell’abitazione ed alle normali modalità d’uso.

    E’ ovvio che in un bilocale il risparmio sia inferiore rispetto ad un’abitazione di 3-4 locali. Poi c’è gente che vuole i 22-23 °C in casa altri che si accontentano dei 18-19… come si fa a quantificare il risparmio in maniera esatta?

    in ogni caso, per amor di precisazione, ho chiesto lumi al Pupo Alpinista che mi ha detto che, al netto del costo del pellets e del maggior consumo di energia elettrica, il risparmio rispetto all’uso del metano è stato di 200 € in un anno.

  5. Giovanni
    14 ottobre 2013

    Sul pellet c’è troppa confusione, come è possibile che saltando da un blog ad un altro si trovino posizioni molto diverse sulla convenienza del pellet.
    vedi ..
    http://www.qualenergia.it/articoli/20131007-pellet-quanto-fa-risparmiare-e-come-sceglierlo

  6. Poppea
    14 ottobre 2013

    Un mio amico è passato al pellet già da 2 anni, quando le regioni davano dei contributi per acquisto di caldaie.

    Condivido, il pellet deve essere di buona qualità, perché altrimenti intasa la caldaia.

    Solo una mia amica dice che il gas conviene, Paola, che non l’accende mai dato che ha il termo camino 😀

    un signore di allumiere mi ha detto che col pellet risparmia 100 euro l’anno rispetto al gas.

    Un tipo di caldaia che conviene anche è quella a legna a vaso invertito, l’ha installata mio cugino nella sua villa e dice che è una favola

I commenti sono chiusi.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 14 ottobre 2013 da in Consumatori & Utenti, Leggo & Pubblico con tag , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: