Un articolo di Roberto La Pira
In Inghilterra, dove sui prodotti alimentari si cominciano ad usare le etichette “a semaforo”, le Pringles meriterebbero due luci rosse su tre, perché contengono troppo sale e il 33% di grassi (51 g in un tubo da 150 g). Il problema è tipico di molti snack salati classificati per questo motivo dai nutrizionisti come cibo spazzatura.Focalizziamo adesso l’attenzione sulle Pringles rice infusions (tubo nero) realizzate con il 28% di farina di riso e definite “meno birichine” rispetto alle Pringles original (nel tubo rosso), perché il riso assorbe il 30% di grassi in meno durante la cottura.
Basta però spostare l’occhio sulla tabella nutrizionale posizionata a pochi centimetri di distanza, per scoprire che la minor capacità di assorbire grassi delle Pringles rice infusions rispetto alle Pringles Original, si traduce in 6 kcal in meno per ogni porzione da 25 g.
La beffa è che il tubo di Pringles rice infusions assorbe il 30% in meno di grassi ma pesa 10 g in più, per cui complessivamente ha più calorie ! L’altro aspetto sconcertante delle Pringles rice infusions è la scelta de caratteri tipografici per l’elenco degli ingredienti. La necessità di proporre le diciture in 12 lingue senza rinunciare alle foto, si traduce nell’uso di nanocaratteri tipografici. La trasparenza nell’indormazione raggiunge il massimo del minimo nel box rosso con i valori nutrizionali dove non si legge praticamente nulla. Complimenti!
L’unica indicazione ben visibile riguarda il peso 160g. Questa però non è una scelta aziendale, ma un obbligo della legge che stabilisce la grandezza dei caratteri.
Fonte: http://robertolapira.nova100.ilsole24ore.com/
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