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Un libro: Il silenzio dei chiostri

di Alicia Giménez-Bartlett

Sellerio Editore Palermo, 2009 – Pagg: 527

La trama: Un’eroina dai nervi d’acciaio e il sorriso sprezzante. Petra Delicado, l’ispettore di polizia più famoso di Barcellona, torna con un’indagine intrigante e misteriosa. Si è sposata e contrasta la maliziosa innocenza dei figli del marito architetto Marcos. Anche il vice-ispettore Garzón s’è sposato, ma lui si sente oppresso dalle infinite attenzioni dell’impeccabile moglie. Perciò, giunge loro come un sollievo amaro questo caso. Un omicidio nel convento delle sorelle del Cuore Immacolato, reso ancor più scabroso dalle modalità in cui sembra avvenuto.

Il cadavere di frate Cristóbal dello Spirito Santo è stato ritrovato accanto alla teca che custodiva il Beato Asercio de Montcada. E il corpo sacro, miracolosamente incorrotto, intorno al quale, da
esperto di reliquie, lavorava l’erudito cistercense, è scomparso. A intorbidare le piste, deviandole al soprannaturale, vi è poi un enigmatico biglietto: cercatemi dove più non posso stare. Davanti a Petra e a Garzón si squaderna un ventaglio contraddittorio di ipotesi fantasiose che devono
malvolentieri verificare, in un ambiente odoroso di incenso ma alquanto reticente. E sono perfino tentati da una tecnica d’indagine deduttiva che è loro estranea. Ma presto il realismo s’impone: «faccio fatica a credere a ciò che esula dalla mentalità comune». Così la coriacea detective e il suo aiutante dai modi spicci e dalle mille fisime riprendono il faticoso metodo abituale.

Letto da: Francesco

L’opinione: Dopo la scomparsa prematura di Manuel Vázquez Montalbán, Alicia Giménez-Bartlett si colloca come la giallista spagnola più famosa, prolifica e interessante. Esponente, ovvero, di quella narrativa noir, poliziesca, o gialla che dir si voglia, di respiro moderno e profondo che affonda, paradossalmente, le proprie radici in un tardo passato: nei nomi, ovvero, di
Gadda e Simenon. La narrativa poliziesca della Bartlett offre non solo trame avvincenti, ma poesia, riflessioni intime e sociali, risvolti psicologici e caratteriali assai profondi, arguta e graffiante ironia in un sempre interessante spaccato della società e delle relazioni umane del giorno d’oggi.

«Il silenzio dei chiostri» si pone come una prova letteraria davvero assai felice. Un romanzo che, pur nella sua notevole corposità, si divora tutto di un fiato grazie alla vicenda notevolmente avvincente. Una trama gialla interessantissima, che inchioda il lettore alle pagine, che invita a finire la lettura e che, tra tanti colpi di scena, solo nelle ultime pagine trova l’inaspettata e difficilmente prevedibile soluzione. Molto ben confezionata. A tutto ciò fa da contorno tanta ironia, personaggi e vicende dagli interessanti risvolti storici, culturali e psicologici, situazioni che portano a intime riflessioni. Lo consiglio vivamente.

Un commento su “Un libro: Il silenzio dei chiostri

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Questa voce è stata pubblicata il 23 novembre 2009 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , , , , , , , .