di Roberto La Pira – Blogger del Sole 24ore
La moria di api che nel 2008 ha dimezzato la popolazione degli alveari in Italia, si è interrotta. Il risultato è collegato alla decisione di vietare l’uso di insetticidi neonicotinoidi nella concia dei semi di mais, stabilita dal ministero dell’Agricoltura. Secondo i primi risultati ottenuti dalla rete di monitoraggio Apenet, nel 2009 sono stati registrati 3 casi di moria di api rispetto ai 185 del 2008.
Le conclusioni a cui sono giunti gli esperti dopo questa prima fase del lavoro (che continuerà quest’anno) sono chiare:
* è stata confermata la tossicità dei principi attivi nicotinoidi usati nella concia del seme di mais nei confronti delle api.
* la quantità di principio attivo distribuita sul terreno durante la semina del mais, anche se risulta al di sotto della soglia letale per le api, è in grado di provocare un danno ai processi d’apprendimento e memoria degli insetti, o sul sistema immunitario.
Le ipotesi di azione degli insetticidi sono diverse. Un lavoro firmato da una decina di esperti (docenti dell’università di Padova, Bologna, dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, del Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura) individua nelle gocce di guttazione della pianta una nuova possibile via di intossicazione.
Si tratta di piccole goccioline di linfa sulle foglie del mais trattato che possono contenere quantità di insetticida letali per gli insetti. Altre ipotesi accreditate ipotizzano tra le concause il polline, il nettare o la rugiada anche se la concentrazione di insetticida risulta un pò troppo debole.
Questa ambiguità ha lasciato ampio spazio alle multinazionali produttrici delle sostanze chimiche per cercare di assolvere i loro prodotti. Anche le polveri che accompagna la semina del mais e si mescolano alla rugiada sono state indicate come concausa del fenomeno.
Gli studi ancora in corso dell’Università di Padova sulla particelle più microscopiche delle polveri che si sviluppano durante la semina del mais conciato, sembrano però indicare nelle particelle più piccole la principale causa di intossicazione acuta.
L’amara considerazione dell’intera vicenda è l’atteggiamento delle tre multinazionali chimiche (Basf, Bayer e Syngenta) che hanno addirittura inviato un ricorso al Tar del Lazio contro la decisione del Ministero della Salute di vietare in via cautelativa l’impiego di antiparassitari neoicotinoidi.
Il Tar del Lazio ha però respinto il ricorso. L’altro aspetto inquietante è che gli insetticidi non hanno decimato solo gli alveari Italiani ma anche quelli situati in Francia e in altri paesi europei. Attaulamente il loro uso è vietato anche in Germania , mentre la Franca ne ha vietato solo uno.
Fonte: http://robertolapira.nova100.ilsole24ore.com/
be’ è già qualcosa