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Da dove vengono presi i caschi dei crash-test?

di Maurizio Caprino

Finalmente la storia dei caschi regolarmente omologati che non hanno superato le “controanalisi” di Altroconsumo è approdata in un tg nazionale: venerdì scorso ho visto occuparsene il Tg3.

Ma ciò non basta a diradare la nebbia sulla questione: il Cpa (Centro prova autoveicoli) di Milano (uno dei meglio attrezzati) della Motorizzazione sta completando i suoi test di verifica e finora non ha rilevato anomalie, ma non ha accettato che presenziassero né Altroconsumo né i produttori dei caschi incriminati.

La tesi è: noi siamo un organo statale e come tale abbiamo le competenze e la terzietà necessarie per fare tutto da soli, senza “suggeritori” o contraddittori (che chi vuole può instaurare nella sede propria, cioè davanti a un giudice).

Ma c’è pure chi non si sente affatto tranquillizzato. Parlo di SicurMOTO (www.sicurmoto.it), che riporta di “contro-controanalisi” fatte da uno dei produttori sotto tiro (Shark) e ne contesta i rassicuranti risultati: i caschi sono stati provati una prima volta a porte chiuse e solo dopo la prova è stata ripetuta alla presenza della stampa.

Inoltre, il test ha riguardato caschi presi a caso dal magazzino del produttore e non dagli scaffali dei negozi. Basteranno questi dettagli a conservare i dubbi? Vedremo.

Fonte: http://mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com/

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