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Un libro: L’ultima riga delle favole

Tomàs è una persona come tante. E, come tante, crede poco in se stesso, subisce la vita ed è convinto di non possedere gli strumenti per cambiarla. Ma una sera si ritrova proiettato in un luogo sconosciuto che riaccende in lui quella scintilla di curiosità che langue in ogni essere umano. Incomincia così un viaggio simbolico che, attraverso una serie di incontri e di prove avventurose, lo condurrà alla scoperta del proprio talento e alla realizzazione dell’amore: prima dentro di sé e poi con gli altri.

Con questa favola moderna che offre un messaggio e un massaggio di speranza, Massimo Gramellini si propone di rispondere alle domande che ci ossessionano fin dall’infanzia. Quale sia il senso del dolore. Se esista, e chi sia davvero, l’anima gemella. E in che modo la nostra vita di ogni giorno sia trasformabile dai sogni.Tomàs è una persona come tante. E, come tante, crede poco in se stesso, subisce la vita ed è convinto di non possedere gli strumenti per cambiarla. Ma una sera si ritrova proiettato in un luogo sconosciuto che riaccende in lui quella scintilla di curiosità che langue in ogni essere umano.

Incomincia così un viaggio simbolico che, attraverso una serie di incontri e di prove avventurose, lo condurrà alla scoperta del proprio talento e alla realizzazione dell’amore: prima dentro di sé e poi con gli altri. Con questa favola moderna che offre un messaggio e un massaggio di speranza, Massimo Gramellini si propone di rispondere alle domande che ci ossessionano fin dall’infanzia. Quale sia il senso del dolore. Se esista, e chi sia davvero, l’anima gemella. E in che modo la nostra vita di ogni giorno sia trasformabile dai sogni.

“«Vuole dirmi con parole sensate in quale incubo mi trovo?» ansimò Tomàs.
«Alle Terme dell’Anima, signore.»
«Sono morto, dunque?»
«A me non risulta. Lei è ricoverato qui per ricominciare a vivere.»
«Che razza di imbroglio è questo?»
«Un universo parallelo. Una delle tante possibilità.»
La Vestale Nera gli appoggiò le mani sopra la testa e Tomàs venne investito da una sensazione piacevole di calore. Avvertì una voce crescere dentro di sé. Non s’imponeva per l’intensità del volume, ma per la forza con cui scandiva le parole.”

Fonte: www.illibraio.it

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Firma questa petizione. Grazie > http://www.firmiamo.it/sindrome-da-stanchezza-cronica-cfs

Se vuoi saperne di più, leggi qui > https://paoblog.wordpress.com/2010/04/27/sindrome-fatica-cronica-cfs-la-storia-di-tiziana/
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Un commento su “Un libro: L’ultima riga delle favole

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Questa voce è stata pubblicata il 27 aprile 2010 da in Cultura - Arte - Musica con tag , , , .
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