C’è chi lo mette addirittura nei cocktail, chi lo usa come afrodisiaco e chi lo prende per proteggere il cuore. Ma perché faccia effetto bisogna consumarlo crudo e in polvere.
“Dio ha creato l’alimento, il diavolo il condimento” amava ripetere lo scrittore irlandese James Joyce, parlando a proposito del peperoncino rosso (Capsicum annuum, fa parte della famiglia delle Solanacee, come patata, pomodoro, melanzana). Un modo di pensare, questo, che è pane quotidiano nelle tradizioni popolari del nostro Paese.
La prova? Nel sud Italia la spezia “bruciante” viene definita da secoli “diavoletto”. In più qui da noi incontra un favore incontrastato: dopo il sale marino è il prodotto più utilizzato. Un unico neo: ben il 70% è importato da Messico, India e Marocco, mentre il restante 30% si produce soprattutto in Calabria e Campania. E la cosa non deve sorprendere visto che arriva in Europa, intorno al 1514, sulle caravelle di Cristoforo Colombo.
Tutti conoscono il suo gusto piccate, la sua versatilità nell’insaporire spaghetti, sughi, salse, insalate, patate, pesci, carni. E chi più ne ha più ne metta. Insomma, una infinità di portate acquistano un aroma inconfondibile con una spolverata di peperoncino.
Il frutto contiene la capsicina, sostanza oleosa rubefacente, e la capsaicina, a cui si deve il sapore bruciante. In 100 grammi sono racchiusi:….