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Un libro: Fuori a rubar cavalli

Nei boschi norvegesi al confine con la Svezia, nel 1948, il quindicenne Trond trascorre un’estate in compagnia del padre, loro due soli a tagliare un bosco; mesi di fatica immersi in una natura selvaggia, durante i quali tra loro sembra stabilirsi un rapporto unico.

Ma quando un evento tragico colpirà la famiglia di Jon, l’amico inseparabile, niente sarà più come prima. Trond in poche ore acquisterà la maturità di un uomo e comincerà a notare particolari prima insignificanti, che gli sveleranno un legame speciale tra la sua famiglia e quella dell’amico e che gli renderanno meno oscure le circostanze dell’improvviso abbandono da parte del padre.

A cinquant’anni da quell’estate, Trond decide di tornare in quella stessa vallata. I ricordi di quei mesi lontani riemergono, scatenati dall’inatteso incontro con Lars, il vicino di casa, l’unico che forse può dargli ancora delle risposte.

“Dovevamo uscire a rubar cavalli Fu ciò che mi disse davanti alla porta della baita in cui stavo con mio padre quell’estate. Avevo quindici anni. Era il 1948, i primi di luglio. Tre anni prima i tedeschi avevano lasciato il paese, ma non mi sembra di ricordare che ne parlassimo ancora. In ogni caso non mio padre. Non diceva mai una parola sulla guerra.
Jon si presentava spesso alla porta, a qualunque ora, per chiedermi di uscire con lui: a sparare alle lepri, a camminare nel bosco sotto la pallida luce della luna su fino alla collina dove c’era un silenzio assoluto, a pescare trote nel fiume, a camminare in equilibrio sui tronchi abbattuti di un oro scintillante, che fluttuavano lungo la corrente proprio davanti alla nostra casetta, anche molto tempo dopo che la pulizia del fiume era finita. Era pericoloso, ma io non mi tiravo mai indietro e non dicevo mai nulla a mio padre di quello che combinavamo. Dalla finestra della cucina vedevamo un ritaglio di fiume, ma non era lì che facevamo i nostri numeri di equilibrismo. Cominciavamo sempre quasi un chiometro più sotto, e a volte sui tronchi andavamo così lontano e così veloci che poi ci voleva un’ora per riattraversare il bosco, quando rimettevamo finalmente i piedi a terra, bagnati fradici e tremanti.”

Fonte: www.illibraio.it

Un commento su “Un libro: Fuori a rubar cavalli

  1. Spugna
    14 luglio 2010
    Avatar di Spugna

    Molto interessante 🙂

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 13 luglio 2010 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , , .