Questa mattina una cara amica che in questo caso lascerò nell’anonimato, mi ha raccontato una cosa accaduta nella struttura militare nella quale lavora come impiegata civile.
Oggi mentre entravo in caserma è uscito un militare in auto che parlava al telefonino. Ho detto al maresciallo dei carabinieri che era sulla porta: Lo hai visto che stava col telefonino?
Lui mi ha risposto: Sì, l’ho cazziato….
Ed io gli ho fatto notare che: non ti ha ascoltato perché a continuato tranquillamente, secondo me dovevi fargli la multa e segnalarlo perché un giorno per colpa di questo potrebbe prendere sotto uno dei tuoi figli, non si scherza su queste cose!
Un altro carabiniere che era nelle vicinanze mi ha detto Sei cattiva e su dieci persone che c’erano, soltanto un colonnello mi ha dato ragione.
Questa è l’Italia, finchè non ci scappa il morto è così.
Uffa…! Lasciamo perdere, che abbiamo ancora l’amarezza della delusione in bocca…
Grazie, Poppea! Troppo buona…
Basso? Magro? … ah no, LAZIALE 😀
Ringrazia Francesco, almeno in questo la pensiamo uguale 😀 anche se non lo conosco di persona penso che sia davvero intelligente.
Ha solo un difetto: indovina qual’è 😉
Giustissimo… Amaramente vero.
Schiaffi da condividere con certi genitori di certi pischelli….
Davvero un brutto esempio, questo che ci viene maldestramente offerto da militari che dovrebbero vegliare sulla nostra sicurezza in generale, a livello stradale in particolare.
Credo che sia importante e fondamentale che ognuno di noi, come in questo caso ha fatto la nostra amica, adotti comportamenti “positivamente pedanti” (mi piace usare questo termine, in un qualche modo paradossale) nei confronti di talune scorrettezze segno di imprudenza, maleducazione, scarsa attenzione verso le regole e i diritti altrui, inciviltà che possono, come purtroppo spesso accade, degenerare in tragedie che dopo, sempre e solo dopo, fanno magari esclamare, magari nella migliore delle ipotesi «Che ho fatto… Se non lo avessi fatto… Se ci avessi pensato…».
“Pedanteria civile” nei confronti della maleducazione facendo notare, senza timore di esser bollati quali “noiosi” o, addirittura, “cattivi” come accaduto alla nostra attenta amica, quando si sta commettendo una scorrettezza, una mancanza nel proprio dovere o, anche, solo adottando un comportamento disattento. Nella speranza che chi venga ripreso possa aprir gli occhi e riflettere.
Ché riflettere due secondi può evitare una tragedia.
Certo: è disarmante sentirsi apostrofare come “cattiva” da chi dovrebbe, con piglio rigoroso e “civilmente pedante”, vegliare doverosamente sul rispetto delle regole per salvaguardare la nostra libertà di cittadini e la nostra sicurezza. Ma non bisogna, mai, lasciarsi scoraggiare, anche da simili comportamenti e uscite da parte di chi non ci si aspetterebbe, immaginandoli ligi alle regole e al dovere.
Né bisogna lasciarsi scoraggiare dal comportamento menefreghista, non solo maleducato quanto ancor peggio superficiale (da un maleducato, magari, ci si può aspettare sempre un cambiamento frutto di riflessione; da una persona superficiale è più difficile attendersi speranzosi lumi di pensiero…) che troppo spesso incontriamo sulla strada.
Mai, in definitiva, lasciarsi prendere dal pensare «È inutile fare i Don Chisciotte cercando di far ragionare persone che non vogliono riflettere sulla pericolosità o inciviltà irrispettosa di certi comportamenti…», continuando, invece, sempre a essere pedanti nel far rispettare regole di civiltà.
Tra le tante situazioni accadutimi, in questo senso, l’ultima mi è successa sabato pomeriggio scorso. Quando, ovvero, in pieno centro a Roma, tra folla e confusione facilmente immaginabile, mentre camminavo sul marciapiedi affollatissimo ho notato un ragazzetto che, alla guida di una microcar, faceva manovra in retromarcia per immettersi su via Ripetta da una traversa di via del Corso telefonando tenendo, quindi, il cellulare con una mano all’orecchio e con l’altra reggendo il volante e guardando dallo specchietto nel tentativo di capir qualcosa di quello che stava facendo.
Come fai, pensavo, a far manovra tra la folla senza vedere voltando il capo indietro, con una mano impedita e dando retta a qualcuno al telefono?
Mi sono affacciato al finestrino, aperto, e gli ho sussurrato (per non distoglierlo violentemente aggiungendo caos a una manovra già caotica) «Forse è il caso che non tu faccia manovra telefonando, non ti pare?»
E lui: «Sì, lo so, è vero…» continuando a fare quel che stava facendo.
Tipico comportamento menefreghista, che ti farebbe venir voglia di prendere a schiaffi certi ragazzi…