Leggo su Il Fatto Alimentare
Plasmon propone la linea di prodotti Dentini composta da pasta e omogeneizzati, pensata appositamente per i bambini dai 10 mesi in su che iniziano a masticare il cibo. L’imitazione dei movimenti masticatori è uno dei segnali che dicono alla mamma quando è il momento giusto per iniziare lo svezzamento.
La pastina viene presentata come prodotto ideato per il passaggio alla pasta dei grandi e ha come elemento caratteristico la presenza di due farine, di grano duro e di grano tenero, oltre all’arricchimento con sali minerali e vitamine. I formati comprendono maccheroncini e pennette in formato mignon, oltre alla linea “La fattoria” a forma di animali, sottolineando la dimensione giocosa del momento del pasto.
Perché è diversa dalle altre? Le altre pastine Plasmon sono fatte solo con farina di frumento, la pasta Dentini contiene invece metà semola di grano duro e metà farina di frumento. La consistenza dovrebbe incoraggiare il bambino a masticare, avvicinandolo con gradualità alla pasta normale. Si tratta quindi di una pasta “intermedia” da dare ai piccoli quando finiscono di mangiare le pappe e devono approcciare la pasta “per i grandi”.
Ma è davvero necessaria? Non c’è dubbio che a un anno i bambini stanno ancora imparando a masticare, ma ciò non significa che sia necessaria una pasta ad hoc.
C’è un altro elemento da considerare, con lo svezzamento, si allarga l’orizzonte alimentare del bambino, si introducono tutte le varietà di cibo e forse diventa superfluo o marginale proporre al piccolo una pasta arricchita di calcio, ferro e vitamine, elementi comunque presenti nei cibi.
Le caratteristiche “particolari” della linea Dentini si pagano a caro prezzo. Il listino è praticamente più del doppio rispetto alla pasta di semola normale (4,85 €/kg rispetto ai 1,5-2,2 €/kg della pasta migliore venduta nei supermercati). E’ però vero che una porzione è composta da pochi grammi, e quindi alla fine l’incremento del costo pasto risulta poco significativo.
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