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Patente a punti, conducente da non identificare se si fa ricorso, ma…

di Maurizio Caprino

Nessuna retromarcia, ma un’importante precisazione: l’ultima circolare sulla patente a punti, emanata l’altro ieri dal ministero dell’Interno, ribadisce l’interpretazione del 29 aprile secondo cui chi presenta ricorso non deve rispondere subito all’invito del verbale a indicare il conducente, ma adesso fa capire che occorre almeno comunicare all’ufficio di polizia che sull’infrazione c’è un ricorso pendente.

La circolare si era resa necessaria perché quella di maggio aveva spiazzato non pochi corpi di polizia locale, che facevano scattare le sanzioni per mancata indicazione del conducente anche in caso di ricorso pendente.

Tra le obiezioni sollevate, oltre al fatto che la questione appare giuridicamente controversa (Consulta e Cassazione hanno avuto sinora orientamenti diversi), c’era il fatto che rinnovare l’invito a indicare il conducente quando il ricorso viene perso dall’interessato è un peso in più, ma chi se n’è lamentato non ha letto bene la circolare di aprile, che suggeriva una scappatoia: specificare già nel verbale che i 60 giorni entro cui occorre dare riscontro all’invito, nel caso sia stato presentato un ricorso, si contano a partire dalla chiusura  definitiva della controversia e non dalla notifica del verbale originario.

Così l’ultima circolare ribadisce elegantemente il concetto….

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Questa voce è stata pubblicata il 12 settembre 2011 da in Consumatori & Utenti, Il mondo dell'automobile (e non solo) con tag , , , .
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