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Il blitz “efficientista” di Cortina e quelli delegati ai vigili per tappare i buchi

un articolo di Maurizio Caprino

A Capodanno, il fisco a Cortina strombazzava la sua raggiunta efficienza nei controlli (e molti giornali abboccavano, tanto che “La Repubblica” ancora oggi spara numeri sui “falsi poveri” proprietari di supercar, dimenticando che molte auto potenti dopo pochi anni valgono pochissimo).

In quelle stesse ore, quello stesso fisco dava prova pure della sua atavica inefficienza, mettendo per l’ennesima volta in crisi alcuni comandi di polizia municipale (già oberati dal sogno di multare chi spara i botti fattogli cadere addosso dai rispettivi sindaci come se non si sapesse che i divieti impossibili da far rispettare danno alla lunga più coraggio ai trasgressori).

Che cos’hanno dovuto fronteggiare i poveri vigili per colpa dell’agenzia delle Entrate?

Un po’ di notifiche di atti in scadenza il 31 dicembre, spediti a Natale e arrivati il 28-29 con l’ovvia indicazione “Urgente”, per far capire che ogni speranza di recuperare il maltolto dagli evasori o presunti tali restava legata alla celerità e all’efficienza dei vigili.

Chi ha lasciato che le pratiche restassero ferme fino a Natale? Perché? C’è un motivo valido oppure no? C’è da cambiare qualche norma oppure basta far funzionare certi uffici? Domande semplici, che si pongono non solo i vigili, ma tutti i cittadini che sentono parlare sempre più spesso di lotta all’evasione e ci capiscono sempre meno.

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Sicuramente vero come scrive Caprino che molte supercar OGGI non valgono molto, ma credo sia da tenere in considerazione il fatto che al momento dell’acquisto il valore era sicuramente degno di nota e se IERI il proprietario dichiarava meno di 30.000 € all’anno e poi si comprava un’auto da 200.000 e qualcosa da chiarire ci sarà. Resta poi il fatto che l’Agenzia delle Entrate usa parametri fuori mercato, a loro totale vantaggio, per cui anche se hai ragione, di fatto passi dalla parte del torto.

Una persona che conosco è incappata nel Redditometro (o Spesometro), grazie ad una serie di valutazioni irreali dell’Agenzia per la quale ad esempio il costo del gasolio incide sui costi del 20% invece che del reale 30% (documentato ed attestato da terzi), per cui il 10% mancante per loro è evasione.

Per non negarsi nulla, tra le altre cose, hanno valutato 19.000 € un Nissan Terrano del 2002 che al momento sul mercato dell’usato supera di poco i 5000 €. Facile su queste basi diventare un evasore…

Il concetto di fondo è che i parametri sbagliati che applicano loro sono legge ed i documenti veri che presenti tu, sono furbate in malafede… una battaglia persa in partenza…

Per quelche ci riguarda, in azienda, sono alcuni anni che gli Studi di settore stabiliscono che dovremmo pagare di più e sono due anni che facciamo ciò che è giusto, checchè ne dicano. E’ possibile “non adeguarsi” a quanto stabiliscono. Ovviamente è una presa di posizione che si può assumere se si è nel giusto. Il rischio? Un’ispezione fiscale? Sicuramente seccante perchè spesso blocca o limita l’attività lavorativa e perchè solo chi non fa nulla non sbaglia ovvero l’errore in buona fede è sempre in agguato. Buona fede che, peraltro, spesso le istituzioni non riconoscono.

Tempo fa stavo parlando con un cliente che mi raccontava che il rischio di non essere congruo gli tarpava le ali; è sufficiente cambiare capannone, allargarsi un poco, visto che dove è adesso non ha spazio, perchè non rientri più nei paramentri degli Studi di Settore.

Se questa è la via per rilanciare l’economia…

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Nel post di Caprino troverete una serie di commenti, spesso scritti da persone poco informate sui fatti, talvolta invece sono ben argomentati. Come sempre capita il via lo ha dato un’anonima dipendente dell’Agenzia delle Entrate offesa dal contenuto dell’articolo. La risposta di Caprino la potete leggere direttamente qui, ma pubblico il mio commento.

Quando si scrive di inefficienze o scorrettezze altrui, il singolo si offende e perde di vista il fatto che non si mette in discussione il comportamento corretto del singolo dipendente X, ma l’inefficienza dell’intero apparato, spesso in malafede.

Anch’io come imprenditore, seppur piccolo, mi trovo accomunato nella categoria degli “evasori a prescidere.” La cosa mi secca, certo, ma resta il fatto che ho clienti che mi “tirano il collo” per uno sconto di 10 € e poi vengono a ritirare il materiale con un Porsche 911 o Mercedes Amg e ricarano la dose con un: “Caro Signor M., la vita bisogna godersela.”

Vero, meglio però se non lo fai con i miei soldi, visto che poi spesso sono questi “personaggi” a non pagare le fatture alla scadenza. Questo per far ribadire che ogni categoria ha le sue mele marce, è un dato di fatto. Però dobbiamo evidenziarle ed isolarle, non fare una difesa corporativa.

Resta il fatto che la mia vita è simile a quella di molti dipendenti, faccio benzina, vado al supermercato, ecc., con l’aggiunta di uno Stato che non fa molte differenze fra un’azienda con 10.000 dipendenti ed una di 3.

Ho evidenziato spesso il calvario (oneroso), da contribuente onesto, a far valere i miei diritti colpevolmente ignorati dall’Agenzia delle Entrate.

Resta poi il fatto che, ad esempio, abbia amici che sono lavoratori statali e loro per primi sono indignati per l’assenteismo cronico e plateale, di molti loro colleghi. Quando nei miei post parlo di vicende che riguardano gli statali, quelli “cattivi” che danneggiano si lo Stato e noi contribuenti, ma anche i loro stessi colleghi, sono questi amici per primi a capire il senso del post, senza “offendersi a prescindere“, e spesso rincarano pure la dose.

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