L’articolo che leggo su Lettera43, evidenzia una tendenza che, neanche a farlo apposta, ho visto in un telefim poliziesco tempo fa.
Quanto leggo, conferma la mia abitudine di usare Facebook secondo necessitaà, senza per questo mettere online tutti i miei dati e/o i fatti miei.
In ogni caso gli Amici nell’era di Facebook quando va bene sono conoscenti, e poi ci si aggiunge qualche centinaio di estranei con i quali condividiamo di tutto; poi saliamo in ascensore ed alla persona che abbiamo di fronte neanche diciamo Buongiorno…
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Nell’epoca dei social network anche i ladri d’appartamento hanno imparato a farsi furbi. E hanno imparato a utilizzare addirittura Facebook per “spiare” le vittime predestinate.
…la cosa è cresciuta quando grazie ad applicazioni come Foursquare è diventato possibile effettuare il check-in della propria posizione geografica dal proprio cellulare e renderla visibile in tempo reale anche sulla bacheca di Facebook…
… La tecnica è semplice, anzi semplicissima, ma efficiente. E applica la teoria dei grandi numeri: prima poi qualche pesce abboccherà. … I ladri chiedono l’amicizia a perfetti sconosciuti. E così si inseriscono nella lista, in qualche caso interminabile, dei contatti in attesa di essere accettati.
Approfittando dell’abitudine – in questo caso pericolosa – di pubblicare su Facebook molti particolari della propria vita privata: dall’ora in cui si esce la mattina, al contrattempo che quel giorno non permette di uscire dal lavoro all’ora prestabilita.
Carpendo tutte queste informazioni i ladri tracciano una “mappa” delle abitudini della propria vittima. E riescono a capire in quali appartamenti valga la pena entrare.
Del resto, basta un’occhiata veloce alla sezione “info” per conoscere la professione, la posizione sociale, l’età e in certi casi il numero di cellulare di qualunque utente del social network. E, certo, i più sprovveduti, possono inserire anche il loro indirizzo di casa
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