Paoblog.net

Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Le opere figurativo-immaginarie di Alberto Magnelli in mostra a Gaeta

a cura di Francesco

In questi giorni le belle sale della Pinacoteca Giovanni da Gaeta – collocata nell’incantevole rinascimentale Palazzo San Giacomo di Gaeta (LT), situato alle spalle del monumentale Castello Angioino-Aragonese e alle pendici del parco archeologico-naturalistico di Monte Orlando, e dal quale si ha una visione completa dell’importante centro storico medievale-bizantino con le sue tante chiese, palazzi signorili, giardini pensili e vicoli che scendono verso il porto, e da cui si domina l’intero Golfo di Gaeta – ospitano una interessante retrospettiva dell’opera di Alberto Magnelli (Firenze, 1888 – Parigi, 1971), eclettico pittore fiorentino la cui produzione artistica abbraccia figurativo e astratto attraverso ampie citazioni culturali.

Magnelli  – artista poco conosciuto in Italia, avendo trascorso in Francia la maggior parte della sua vita, e sicuramente immeritatamente trascurato in quella che è la sua patria (nonostante, infatti, sia sepolto a Parigi, sulla sua tomba ha voluto farvi scrivere «pittore fiorentino») mentre ha sempre avuto notevoli riscontri all’estero – ha avuto una crescita culturale di notevole spessore, grazie a frequentazioni importanti che hanno influenzato la sua opera rendendola particolarmente eclettica e interessante.

Formatosi culturalmente tra gli intellettuali fiorentini legati al movimento futurista e che gravitano attorno alle riviste “La voce” e “Lacerba”, Magnelli deve la sua principale svolta artistica alla profonda amicizia che lo lega allo scrittore e poeta Aldo Palazzeschi. Con lui va a Parigi dove frequenta Apollinaire, Picasso, Jacob, Gris, Leger, Archipienko, Kandiskij e Giorgio De Chirico.

Tutto questo fa sì che la produzione artistica di Alberto Magnelli sia pervasa da riferimenti continui a quello che è il suo notevole bagaglio culturale, unitamente alle sue notevoli capacità nel disegno nonostante sia un auto-didatta.

La sua pittura sempre molto decisa e forte nel tratto grafico, che sia prettamente figurativa come la produzione dei primi del Novecento o più decisamente astratta come nelle opere dai tardi Anni Trenta fino al 1970, ha caratteristiche di spiccata originalità provenienti dalla forte eredità dell’arte toscana del Duecento e Quattrocento a cui Magnelli in diverso modo sempre fa riferimento di volta in volta citando, parallelamente, il figurativismo elegante e lieve di Matisse, la ritmica cubista di Picasso, la metafisica di De Chirico, le dinamiche futuriste, il realismo degli Anni Trenta.

Anche nelle opere più astratte – figlie dal suo definitivo entrar a far parte della scena artistica francese alla fine della Seconda Guerra Mondiale, ispirate dalla frequentazione con Delaunay, Arp, Mondrian e tanti altri, ma anche della sua passione per l’arte africana – ritroviamo quel felice uso del colore proprio ai grandi artisti fiorentini del Duecento e  del Rinascimento.

Notevoli, in questo senso,le dieci litografie prodotte in 11 esemplari nel 1950 in collaborazione con i coniugi Arp e Delaunay tutte esposte nella mostra di Gaeta.

Molto interessanti, anche, i  tanti disegni a matita esposti. Schizzi che sono veri e propri progetti in cui Magnelli con pignoleria annotava riferimenti che gli permettevano di delineare già con precisione quel che sarebbe stata la pittura a olio su grandi tele; ma, anche, disegni che sono di per sé opere complete, nelle quali si apprezza la notevole bravura grafica di Magnelli e nei quali si leggono riferimenti a Matisse, a De Chirico, al Futurismo in un gioco di riconoscimenti culturali e artistici sempre avvincente.

Insomma: la retrospettiva che, meritoriamente, la Pinacoteca Giovanni da Gaeta dedica ad Alberto Magnelli merita decisamente una visita (cosa che permetterà, a chi volesse, di visitare uno dei più interessanti borghi portuali e commerciali del medioevo, poi divenuta cittadella fortificata borbonica che offre arte e natura a portata di mano assieme a interessanti giacimenti gastronomici) che permette di riscoprire un pittore di notevole spessore attraverso le cui opere si ripercorre tutta l’arte del Novecento.

Magnelli – Opere 1910-1970

Pinacoteca Comunale Giovanni da Gaeta
Palazzo S. Giacomo, via De Lieto – Gaeta
9 giugno – 16 settembre 2012: dal martedì alla domenica, ore 18.00-22.30
17 settembre – 14 ottobre: dal venerdì alla domenica ore 11.00-13.00 e 17.00-20.00

Informazioni e prenotazioni tel: 0771.46.63.46 – 339.27.76.173 – www.magnelli-gaeta.org

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 10 settembre 2012 da in Cultura - Arte - Musica con tag , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: