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Richiami: quando il venditore ti rimanda a casa senza aggiustare nulla

di Maurizio Caprino

I richiami hanno le gambe corte, quando il costruttore non è organizzato o quando non ha abbastanza risorse per farlo. Nel caso degli scooter Kymco People che si spezzano, lo avevamo sospettato sin dal primo momento. E parliamo di esemplari immatricolati nel 2005-2006 con rotture iniziate nel 2007, quando non c’era nemmeno l’attenuante della crisi che avrebbe poi sconvolto mercato e conti delle aziende.

Una prima conferma venne quando finalmente l’importatore italiano della Kymco, martellato dalla pressione dei clienti e della Motorizzazione, “concesse” (in Europa, in fondo, è ancora una concessione) di richiamare gli esemplari potenzialmente difettosi: lo fece nel modo criptico che cercai di decrittarvi all’epoca e che rimase tale, perché la Motorizzazione si accontentò così.

Adesso arriva la prova del nove: una lettrice lombarda mi ha segnalato che all’epoca andò dal suo rivenditore con la lettera di richiamo e fu graziosamente tranquillizzata, convincendosi a tornare a casa senza pretendere la sostituzione gratuita (e costosa) del telaio che le sarebbe spettata per legge e che era lo scopo del richiamo.

Adesso il suo scooter si è spezzato in due, fortunatamente mentre era fermo al semaforo. L’importatore si farà totalmente carico del problema (e ci mancherebbe).

Ma restano due domande.

1. Quanti altri casi del genere ci sono ancora?

2. Qual è la giusta misura da usare nelle lettere di richiamo?

Va bene che non è giusto essere allarmisti, scatenando il panico. Ma anche una formulazione asciutta e tranquillizzante porta poi i clienti a sottovalutare il problema, non presentandosi affatto in officina o abboccando quando il venditore li rimanda a casa senza effettuare il richiamo.

2 commenti su “Richiami: quando il venditore ti rimanda a casa senza aggiustare nulla

  1. paoblog
    8 agosto 2014
    Avatar di paoblog

    Premetto che la mia è un’opinione personale, dato che un parere vincolante sul da farsi lo potrà dare un’associazione di consumatori (suggerisco la UNC: http://www.consumatori.it/auto-moto/)

    in ogni caso il problema è da dividere in due ed io partirei dal fondo ovvero se il precedente proprietario era a conoscenza del difetto (aveva ricevuto il richiamo?) o meno. Non credo che altrimenti possa essere ritenuto responsabile di un difetto occulto che è stato riconosciuto a fatica dal costruttore.

    In seconda battuta bisogna vedere se in presenza di un difetto così grave il costruttore è responsabile a prescindere, anche dopo la vendita del mezzo.

    Per julteriori informazioni sulla garanzia dell’usato suggeisco di leggere questo post (e link annnessi): https://paoblog.net/2013/02/07/consumatori-auto-2/

  2. giulio
    8 agosto 2014
    Avatar di giulio

    Salve, mi ritrovo a leggere questi post dopo tanto tempo dalla loro pubblicazione in quanto anche io sono stato vittima di questo guasto particolare.

    Premetto che ho acquistato il mezzo di 2° mano ed ora non so come comportarmi se contattare la casa, ma dubito di ricevere una risposta affermativa in quanto è passato del tempo da quando hanno effettuato il ritiro e la garanzia è scaduta; o il precedente proprietario chiedendogli aiuto in quanto mi ha venduto una cosa difettosa.

    Sono molto scettico e penso che alla fine mi toccherà pagare fior di quattrini per rifare il telaio.

I commenti sono chiusi.