di Catello Maresca con Francesco Neri
Garzanti – Pagg. 176 – € 14,00
“La mafia casalese è come un cancro che lancia metastasi imprevedibili in ogni direzione, quindi nessuna realtà italiana può considerarsi completamente immune ormai da queste infiltrazioni.” (Catello Maresca)
Il libro: Il 7 dicembre 2011 i telegiornali aprono con una notizia clamorosa: dopo sedici anni di latitanza è stato arrestato Michele Zagaria, il boss più pericoloso del clan dei Casalesi. È stato catturato nella sua terra, Casapesenna, a pochi chilometri da Casal di Principe. Per stanarlo, nel sofisticato bunker che lo ospitava, sono state necessarie ruspe, martelli pneumatici e una gigantesca trivella.
Quella mattina di dicembre segna la fine di una caccia lunga tre anni. A guidare l’indagine è stato un giovane e coraggioso magistrato napoletano, Catello Maresca, che ha lavorato ossessivamente per raggiungere questo obiettivo. Con la sua squadra ha raccolto migliaia di informazioni e segnalazioni, ha seguito le tracce più labili, si è calato nella mentalità dei boss latitanti e dei loro complici.
È stata una partita sottile, complessa, estenuante: i capi della criminalità organizzata sono astuti e feroci, hanno moltissimo denaro, decine di complici e un efficace sistema di controspionaggio, godono di un immeritato «rispetto» fondato sulla paura che incutono, si avvalgono delle tecnologie più moderne.
L’ultimo bunker ci fa scoprire come ragionano i boss, come si difendono e dove si nascondono: i loro rifugi sotterranei hanno raggiunto infatti una sofisticazione e un confort sorprendenti, veri status symbol del latitante di lusso. Ci fa partecipare alla vita quotidiana di magistrati, poliziotti e carabinieri. Ci guida passo passo in un’indagine meticolosa ed emozionante.
E alla fine scopriremo che a tradire Michele Zagaria sono stati tre indizi minimi, che poteva cogliere solo un investigatore ancora più astuto della sua invisibile preda: una foto scattata da tremila metri d’altezza, tre ricerche su internet apparentemente bizzarre e un maglione della taglia sbagliata…
Letto da: Francesco
Opinione personale: Il sottotitolo di copertina e il risvolto di quarta, per quanto esplificativi, potrebbero trarre in inganno il lettore. Ci si potrebbe, infatti, superficialmente far l’idea che questo libro sia un puro racconto di cronaca, magari cedevole alla tentazione della morbosità, del pettegolezzo, della spettacolarizzazione, del cavalcare le mode e che resti sterilmente in superficie.
Invece la sua forza e la sua importanza sono l’essere decisamente una vera e propria indagine di giornalismo animata dalla volontà di andare in profondità, alla ricerca delle ragioni che sono dietro i comportamenti e l’agire delle “nuove mafie” scavalcando stereotipi e miti falsi o anacronistici.
Un racconto di denuncia e di presa di coscienza, che aiuta a capire il mondo attuale delle mafie e come queste vivano e agiscano nel nostro quotidiano, permeabili a tutto quanto ci circonda e minando giorno per giorno la società civile.
Un racconto impegnativo nei contenuti, ma al tempo stesso reso facile nella lettura e nella comprensione da uno stile divulgativo, liberato dai toni del “burocratese” e del linguaggio giuridico pur non alleggerendo l’importanza dei contenuti.
Un racconto che è anche la storia di un giovane magistrato, coraggioso e coscienzioso, ma che evita di presentarcelo come l’ennesimo “eroe” lontano dal nostro vivere quotidiano di cittadini e che, anzi, ci dimostra come si possa combattere le mafie iniziando proprio da quei “piccoli” comportamenti che ognuno di noi può adottare giorno per giorno, trovando nella forza civile la più efficace delle armi contro mafie che agiscono ormai senza far uso di pistole o, peggio, lupare ma inquinando il sistema economico, sociale, politico, civile.
Un racconto che è anche la storia di un giovane giornalista che ama la propria professione e la svolge con quella curiosità e passione tali da farlo calare nella realtà, annusando le notizie, cogliendo segnali apparentemente insignificanti, indagando e scoprendo, andando a vedere di persona e di persona conoscere le situazioni.
Un libro da leggere e far nostro per il nostro stesso bene.
Gli autori
Catello Maresca (Napoli 1972), in Magistratura dal 1999, è pm a Napoli. Dal 2007 è alla Direzione Distrettuale Antimafia. Ha diretto le operazioni che hanno portato all’arresto del superlatitante Michele Zagaria, ha rappresentato l’accusa nel processo al gruppo Setola e ha partecipato all’operazione «Gomorrah» sul traffico internazionale di merce contraffatta.
Francesco Neri (Roma 1971), giornalista professionista dal 2002, ha lavorato come redattore per la casa editrice Editalia e per «Polizia e Democrazia». Collabora con «il manifesto» e con la Rai (Unomattina, Ballarò, La grande storia in prima serata). È stato docente a contratto di storia del giornalismo all’Università La Sapienza.