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Se l’imbrattatore prende applausi anche dall’Anas

di Maurizio Caprino

Clet Abraham ha colpito ancora. L’artista francese che dipinge sui segnali stradali delle città modificandone la grafica non ha ancora capito che così disorienta i guidatori.

Ma quel che è peggio è che i gestori delle strade colpite da Abraham gli permettono di farlo e che i media la prendono alla leggera.

Così ci tocca leggere un articolo di apprezzamento (anche se sommessamente si precisa che la sua attività è illegale) persino sul giornale telematico dell’Anas.

Ora, fa già impressione che su questa faccenda è scivolata persino Quattroruote, rivista che mantiene bene o male una sua autorevolezza nel terremotato mondo della stampa specializzata.

Ma è del tutto inaccettabile che all’Anas non sentano il bisogno di riaffermare che la segnaletica è sacra e va tenuta in condizioni perfette, non fatta taroccare dal primo che passa.

D’altra parte, proprio all’Anas hanno usato i pannelli a messaggio variabile del Gra per pubblicizzare il documentario Sacro Gra.

Una conferma che su certe cose che distraggono i guidatori il primo a distrarsi è chi dovrebbe curare che sia tutto a posto.

Però questo non passa come superficialità.

Passa come amore per la cultura…

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 23 ottobre 2013 da in Il mondo dell'automobile (e non solo), Leggo & Pubblico, Sicurezza stradale con tag , , , , .