Nel novembre 2013 avevo pubblicato la notizia del ritiro cautelativo di questo prodotto poiché secondo analisi condotte da una delle Asl che operano in Veneto il tonno contiene quantità di istamina superiore ai limiti previsti per legge.
Siamo a giugno 2014 ed oggi leggo questo articolo su Il Fatto Alimentare; come giustamente sottolinea Sara Rossi, impiegare 7 mesi per rimangiarsi le motivazioni del ritiro ha causato un danno all’azienda e la cosa non è accettabile.
Una volta danneggiata l’immagine, sarà faticoso per l’azienda ripulire le tracce di un’accusa infondata. Senza dimenticare poi che le notizie vengono sempre date con grande evidenza, ma poi le rettifiche (e non tutti le pubblicano) passano sottotono.
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Dopo sette mesi dalla pubblicazione dell’allerta e dal ritiro del Tonnotto dell’azienda L’Isola d’oro per presunti valori di istamina al di sopra del limite fissato per legge, quella partita di tonno viene dichiarata conforme. Questo è quanto si evince dalla documentazione inviataci da Marco Zarotti, amministratore dell’azienda.
Ricordiamo che il prodotto ritirato era Il Tonnotto tamburello gr 550, lotto 13100, prodotto dalla ditta Flott Spa, Bagheria (PA) per conto della ditta L’Isola d’oro.
La rettifica avviene a seguito della richiesta da parte dell’azienda dell’analisi di un controcampione. È doveroso notare il lasso di tempo che intercorre tra il ritiro del lotto incriminato a novembre e la conclusione della vicenda.
Il documento dell’allerta riporta come data il 2 dicembre 2013, mentre le controanalisi realizzate dall’Istituto Superiore di Sanità indicano 11 aprile 2014 .
Vuol dire che sono passati 4 mesi in totale per verificare se il tonno aveva un eccessivo contenuto di istamina!
Nel frattempo ovviamente il lotto è stato ritirato creando non pochi problemi sia all’azienda sia ai consumatori.
Aspettare quattro mesi per avere una riposta ad un ‘allerta è incompresibile e inaccettabile. riguarda anche la situazione opposta di rischi non segnalati tempestivamente, era già stata denunciata in un precedente articolo di Il Fatto Alimentare.
È necessario quindi accorciare le tempistiche in entrambi i sensi per garantire la sicurezza alimentare.