Paoblog.net

Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Chiuso per lutto

di Gianni Simoni

Tea – Pagg. 260 – € 13,00 > lo vendo ad € 6,00  + spese spedizione

www.inmondadori.it

Trama: Il commissario Miceli è al suo primo giorno di pensione, quando una lettera del Ministero lo informa che, a causa di un errore di calcolo, gli toccherà lavorare un altro anno. Tuttavia, nel frattempo, Grazia Bruni, fresca di nomina a nuovo commissario, ha preso servizio.

Si ritrovano così a dover collaborare, gomito a gomito, l’esperto e saggio Miceli e la giovane e risoluta Bruni. E dietro le quinte, come sempre, c’è l’ex giudice Petri a dar loro una mano.

Questa volta il caso, anzi i casi, di omicidio, sono due: due uomini assassinati con inaudita violenza. E il buon vecchio Petri, per una curiosa fatalità, li conosceva entrambi. Così, suo malgrado, si troverà personalmente coinvolto nelle indagini.

E se, in un primo momento, le piste sembrano chiare, ben presto si confondono, si incrociano, sembrano diventare una sola, finché… si perdono tutte le tracce. A Petri, a lui solo, l’onere di conoscere la verità, ma di doverne portare il peso in silenzio.

Letto da: Paolo

Opinione personale: Interessante ed attuale il modo con il quale il pensionato Miceli rientra in gioco, anche se nel corso della lettura si potrà notare come il vecchio Commissario sia relegato a margine della storia e, una volta di più, il libro si basa sul personaggio dell’ex-giudice Petri.

Il libro mi è piaciuto, tuttavia non posso non sottolineare i soliti difetti che incontro nei libri di Simoni; innanzitutto mi sembra riduttivo il fatto che un commissario d’esperienza come Miceli sia sistematicamente indirizzato dai suggerimenti di Petri, anche in indagini tutto sommato banali. Possibile che a seguito di un furto di oggetti d’arte, un commissario non pensi ad indagare nell’ambito dei ricettatori?

Forse sarebbe meglio per l’autore lasciare che Miceli si goda la pensione e farsi che l’ex-giudice prenda in mano la situazione. Altra stonatura, il comportamento puerile del nuovo commissario, l’ex-ispettrice Grazia Bruni che si perde in scaramucce adolescenziali con Petri che stonano decisamente e non sono neanche credibili.

In seconda battuta ritorno sullo stile di scrittura del quale avevo già parlato a suo tempo; nei dialoghi si usa (od abusa) del nome del personaggio; nella vita reale infatti non è che ogni volta che si rivolge alla moglie, ad esempio, la si chiami per nome e, ancor più stridente è ad esempio quando si parla di o con terzi; da quando fra amici e colleghi ci si presenta per nome & cognome?

Diversamente dal solito il finale non farà giustizia alle vittime, d’altro canto non succede neanche nella vita reale, per cui va bene così.

Dello stesso autore ho letto: Un mattino d’ottobreCommissario, domani ucciderò Labruna  – Lo specchio del barbiere –  La morte al cancelloPesca con la mosca Piazza San Sepolcro Il ferro da stiroIl filosofo di via del Bollo

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: