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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Piazza San Sepolcro

di Gianni Simoni

Tea – Pagg. 238  – € 12,00 > lo vendo ad € 5,00 + spese spedizione

Trama: L’inverno milanese è freddo e nebbioso, e le luci dei lampioni non bastano a rischiarare le strade di periferia dove un maniaco sessuale attende nell’oscurità le sue vittime armato di un coltello. Donne sole, che prese alla sprovvista vengono violentate e poi abbandonate alla loro disperazione. In quegli stessi giorni, in un bel giardino del centro, viene trovato il corpo di un giovane ucciso da un colpo di pistola.

C’è qualche legame tra i casi di stupro e l’omicidio? E perché mai proprio l’ispettore Lucchesi, della sezione Furti e rapine del commissariato di piazza San Sepolcro, si trova coinvolto nelle indagini? Perché Andrea Lucchesi, due procedimenti disciplinari e due penali alle spalle, appena trasferito nella sede centrale da via Fatebenefratelli per colpa del suo pessimo carattere, è uno dei migliori elementi che la polizia milanese abbia mai avuto.

Perché Lucchesi, arrabbiato col mondo, ma soprattutto col colore della sua pelle nera ereditata dalla madre eritrea, solitario, troppo affezionato al fumo e all’alcol, scontroso, è un uomo che, pur con le sue debolezze, non sa scendere a compromessi e per difendere il suo ideale di giustizia non guarda in faccia nessuno. Nemmeno se deve giocarsi la carriera o, peggio, la vita…

Letto da: Paolo

Opinione personale: Sono un fedelissimo dei libri di Gianni Simoni, per cui non mi sono fatto scappare questa nuova uscita; abituato all’accoppiata composta dal Comm. Miceli & dall’ex giudice Petri, ho dovuto prendere le misure al nuovo personaggio, l’ispettore Lucchesi.

Non sono un moralista, tuttavia così come è successo ne La morte al cancello ci sono alcune situazioni con una certa insistenza nella descrizione dell’atto sessuale che secondo me poteva essere sfiorata; il mio appunto si collega più alla possibilità di rendere disponibile la lettura, senza imbarazzi, a più persone, ma ovviamente è la solita opinione personale.

(Esco un attimo dal seminato, ma pensando a quanto avrei dovuto scrivere, mi era venuto in mente il film Braveheart ed ai due incontri amorosi del protagonista, descritti con poche immagini, nessuna esplicita, anzi il contrario, ma che sono risultate molto avvincenti. Talvolta è sufficiente “far capire”, piuttosto che “descrivere”.)

In occasione dell’opinione scritta circa il primo romanzo, avevo scritto: un poliziesco fatto come si deve, con un personaggio principale che finalmente esce dallo stereotipo del poliziotto solo ed infelice, con il ricordo costante di un’ex-moglie, magari un figlio e, perchè no, con una relazione traballante.

Questo nuovo personaggio ricade nello stereotipo che speravo di aver abbandonato; fuma, beve troppo (e neanche lo regge 😉 ), a tratti trasandato, incapace di gestire al meglio i rapporti di amicizia e sentimentali, il che lo porta a ferire proprio le persone che gli vogliono bene.

Per contro, Lucchesi, ha un’ottima capacità investigativa il che lo rende inviso ai mediocri che ognuno di noi incontra sul cammino e che spesso hanno potere decisionale, il che non è mai un affare, visto che possono bloccarti la carriera; fortunatamente il nuovo capo di Lucchesi, il Comm. Pepe, ricorda umanamente il Comm. Miceli il che facilita il lavoro dell’ispettore appena arrivato.

Pur leggendo solo una mezz’ora prima di dormire, ho finito il libro in quattro sere; mi è piaciuto, a prescindere dalle perplessità sollevate prima ed ho apprezzato molto la conclusione della “non indagine” sull’omicidio (Lucchesi non è della Omicidi, per cui non ha indagato… 😉 ).

Degno di nota il finale del libro, decisamente spiazzante, per quel che mi riguarda, e che lascia spazio a Lucchesi per migliorare la sua vita.

6 commenti su “Un libro: Piazza San Sepolcro

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