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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Sezione omicidi

di Gianni Simoni

Tea – Pagg.  270 – € 13,00 > lo vendo ad € 6,00  + spese spedizione

Sezione omicidi

Trama: Per Andrea Lucchesi incomincia una nuova vita: da ispettore della Sezione Furti e Rapine è stato promosso a commissario della Sezione Omicidi. Ma insieme con la promozione arrivano i guai, le responsabilità e soprattutto i rospi difficili da digerire. Senza contare che alla Omicidi si trova a scontrarsi ogni giorno con un’umanità spesso mediocre e violenta oltre l’immaginabile: tre casi di omicidio, tre donne uccise con ferocia e determinazione, tre vittime cui rendere giustizia.

Ma anche la vita privata non gli riserva belle sorprese: la figlia adolescente, sua unica vera ragione di vita, sembra sfuggirgli di mano; i fantasmi del passato, carichi di dolore e colpe, non lo abbandonano mai; e le donne del presente sono per lui universi incomprensibili e pericolosi, dai quali fuggire. Come sempre ad Andrea Lucchesi restano solitudine, rabbia, paura…

Ma ancora una volta c’è una donna al suo fianco, che, nonostante il pessimo carattere che lo contraddistingue, lo ama abbastanza da volerlo salvare da se stesso: la bella e brava ispettrice Lucia Anticoli, compagna d’indagini insostituibile, ma anche presenza silenziosa e indispensabile nei giorni bui che lo attendono.

Letto da: Paolo

Opinione personale:  Sono un lettore fedele di Simoni, anche se il nuovo personaggio dell’Ispettore Lucchesi (ora commissario) non mi ha catturato molto. E questo nuovo libro, nel quale vediamo Lucchesi come capo della Sezione Omicidi, mi ha lasciato perplesso.

Perplesso per l’indagine sull’omicidio del Lorenteggio, condotta in maniera maldestra dal suo predecessore, perchè in fondo l’autore è un ex-giudice e considerando che quelli di Simoni non sono libri con un fondo umoristico è assurdo che succeda quel che succede.

Perplesso per il personaggio, incapace di relazionarsi al meglio con le donne, cosa che può accadere a molti, ma alla fine uno dovrebbe essere in grado di imparare dai propri errori. Insomma Lucchesi è un personaggio sempre uguale a se stesso, forse troppo.

Perplesso per i risvolti dell’amicizia con la psichiatra sessantenne, con il crearsi di una situazione a dir poco telefonata, della quale il commissario non si avvede e che poi viene gestita in maniera assurdo dalla stessa dottoressa. E meno male che è una psichiatra…

Perplesso dai dettagli a carattere sessuale delle indagini, in maniera insistita, non necessaria alla storia, che francamente ho trovato fastidiosi ed a tratti volgari, così come era accaduto all’inizio di La morte al cancello ed in Piazza San Seplocro.

Perplesso infine dalla reazione di Lucchesi ai consigli medici dopo l’ennesima fitta allo sterno. Considerando il suo attaccamento alla figlia Alice, l’ho trovata fuori contesto, anche per uno fumantino come lui; fortuna vuole che sulla distanza sembra voler cambiare approccio…

Al netto di tutte queste perplessità, resta il fatto che la struttura del libro in generale è assolutamente apprezzabile, tanto più quando l’indagine secondaria ad un certo punto prende il sopravvento, sino ad arrivare alla soluzione dell’omicidio al Parco Solari alla quale, mea culpa, come lettore accanito di gialli, avrei dovuto arrivare prima… 😦

Con il personaggio precedente (Commissario Miceli) in pensione ed il neo-commissario Lucchesi con problemi di salute, verrebbe da pensare che si profili all’orizzonte un nuovo personaggio con il quale spero sia più facile simpatizzare. 😉

Dello stesso autore ho letto: Un mattino d’ottobreCommissario, domani ucciderò Labruna  – Lo specchio del barbiere –  La morte al cancelloPesca con la mosca Piazza San Sepolcro Il ferro da stiro Il filosofo di via del Bollo

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