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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Kamchatka

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Kamchatka è una parola stramba. Per alcuni non ha nessun significato, per altri suona come un incrociarsi di spade, per altri ancora è il paese in alto a destra nel tabellone del Risiko. Per Harry, è l’ultima parola pronunciata dal padre prima di diventare uno dei tanti desaparecidos.

1976: Harry è un bambino a cui piace inventare storie, giocare con il suo amico Bertuccio, sfidare suo padre a Risiko. Ha un fratello più piccolo, il Nano, e ama i suoi genitori. La serena quotidianità si interrompe bruscamente: in Argentina c’è il colpo di Stato e la famiglia di Harry deve fuggire da Buenos Aires e assumere una nuova identità.

Cosa vuol dire ‘giocare’ a essere qualcun altro per sopravvivere? Divertente, ironico e toccante, “Kamchatka” suggerisce che l’eroismo risiede nella capacità di cambiare e che tutti hanno bisogno di un ‘posto’ dove rifugiarsi e resistere prima di affrontare il mondo.

Un luogo non segnato su nessuna carta, perché i luoghi veri non lo sono mai.

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Questa voce è stata pubblicata il 25 febbraio 2014 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , , .