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Revisione falsa per il bus della tragedia, ma c’è dietro tutto un sistema

un articolo di Maurizio Caprino

Con i tre arresti di ieri, prendono sempre più corpo i primi sospetti sulla tragedia del bus precipitato quasi un anno fa da un viadotto dell’autostrada A16 dopo essere rimasto senza freni in discesa. Non sarà facilissimo dimostrare il nesso causale tra il guasto e la revisione, ma comunque il pullman risultava revisionato solo sulla carta.

Le indiscrezioni filtrate ieri dicono che il bus necessitava di lavori di manutenzione per 15mila euro circa e che a Napoli ci sarebbe un sistema di false revisioni di mezzi pesanti.

Su queste operazioni è competente la Motorizzazione, dove lavorano due degli arrestati (il terzo è il proprietario del bus). Revisioni false o superficiali emergono da decenni ovunque, ma spesso gli inquisiti tornano al lavoro. Anche l’impiegata arrestata ieri era stata coinvolta in una storia di patenti vendute.

Ma lo scenario su cui s’indaga a Napoli potrebbe essere peggiore: tre elementi fanno pensare che la posta in gioco fosse alta.

Primo: un mese fa a quella stessa impiegata è stata incendiata l’auto.

Secondo: per far risultare revisionato il bus della tragedia, il sistema informatico della Motorizzazione sarebbe stato violato poco dopo l’incidente. Un’operazione notoriamente rischiosissima e facilmente svelabile.

Terzo: se parlate con qualcuno dell’ambiente a microfoni spenti e con la garanzia dell’anonimato, vi dirà che ne ha viste di tutti i colori. In ogni caso, il filone delle revisioni è solo una parte delle indagini sulla tragedia.

C’è anche quella sulla mancata tenuta delle barriere del viadotto, risultate in cattive condizioni nonostante una recente riqualificazione.

A ben vedere, sono filoni accomunati dal fatto che le carte risultano a posto (revisione superata, riqualificazione delle barriere effettuata), ma nei fatti la sicurezza non è per nulla garantita.

Un altro filo comune è la ricerca del risparmio. Ma non si può paragonare una realtà disastrata come quella… clicca QUI per continuare la lettura

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