Come ben spiegato nel dvd -100 Chili, la raccolta differenziata prima ed il riciclo dopo, sono anche fonte di lavoro e di reddito, oltre che tutela dell’ambiente ed infatti leggo su Rinnovabili questo articolo sulla Erreplast di Caserta che con i suoi 125 dipendenti offre un impianto di eccellenza nel riciclo della plastica.
L’articolo, in sintesi:
Il sito è una vera e propria “eccellenza campana”: unico nel suo genere, rappresenta un moderno sistema industriale in grado di garantire alta efficienza dei processi, tracciabilità dei flussi e massima valorizzazione dei rifiuti di imballaggi.
Il presidente, Antonio Diana, è figlio di quel Mario Diana assassinato dalla Camorra. Lo stabilimento occupa una superficie di 68.500 metri quadri, e l’impianto al suo interno ha una capacità di selezione dei rifiuti di imballaggi in plastica, alluminio e acciaio pari a 80.000 tonnellate l’anno. La selezione dei rifiuti in vetro raggiunge invece le 40 mila tonnellate annue.
Erreplast è uno dei principali produttori europei di PET riciclato, con una capacità di trattamento di oltre 2.500 chili l’ora e una capacità di riciclo di oltre 20.000 tonnellate/anno. Le scaglie di PET riciclato vengono suddivise dopo il primo trattamento per tipologia di colore: incolori, miste/azzurrate, azzurrate e colorate.
Il mercato di sbocco del RIPET è quello della fibra poliestere. Aziende che producono tappeti, moquettes, imbottiture, coperte, non-tessuto, geotessile, si riforniscono di questo materiale per le loro lavorazioni.
Un altro mercato, in grande espansione, è quello della produzione della lastra di poliestere per la realizzazione di blister, contenitori, cartelline, raccoglitori, buste a soffietto, nastri, cancelleria e molto altro.
L’impresa offre lavoro a 125 dipendenti, che lavorano rifiuti provenienti dalle 5 province campane (il 54% soltanto da quella di Caserta), più un 4% proveniente da fuori regione.
Una realtà i cui benefici ambientali sono quantificati in quasi 80.000 (79.500) tonnellate di CO2 equivalente risparmiate, 860 automezzi di cui si è evitato l’utilizzo, nonché nel risparmio di rifiuti pari alla superficie di 240 campi da calcio.
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