Dopo oltre due anni dalla pubblicazione del report di Greenpeace International “Toxic Threads: The Big Fashion Stitch-Up”, che ha rivelato il legame tra Armani e l’inquinamento delle acque, l’azienda italiana continua ad evitare di affrontare il problema con la serietà che sarebbe necessaria.
Armani ha autoproclamato un suo teorico impegno Detox. Si tratta però di un impegno non credibile, visto che non si basa sul riconoscimento di nessuno dei principi fondamentali di Detox, come ad esempio il principio di precauzione ed il principio del diritto all’informazione.
Nonostante molteplici richieste, Armani si è rifiutata di impegnarsi in modo credibile con Detox che chiede il riconoscimento del principio del diritto all’informazione attraverso la pubblicazione dei dati sugli scarichi delle sue catene di fornitura, su un sito internet accessibile a tutti.
Armani non si è impegnata con il movimento Detox, si è limitata ad un impegno vago. Ecco perché è un Detox Loser.
Come hanno dimostrato i suoi concorrenti, una moda libera dalle sostanze tossiche dovrebbe essere la materia prima di cui è fatto un brand davvero alla moda.
Fonte: Greenpeace.org
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