in sintesi un articolo che leggo su Rinnovabili.it
Il progetto di bioarchitettura Bio-Pyramid: Reversing Desertification combatte la desertificazione con una maxi struttura piramidale che ingloba il sito archeologico di Cheope e Micerino.
Il grattacielo egiziano dalla base quadrata che si appoggia alle antiche piramidi conterrà un museo, un ateneo universitario, laboratori e numerosi spazi commerciali.
La struttura sarà un grande giardino abitato da diverse specie di piante scelte per le loro qualità depuratrici che vuole migliorare le condizioni dell’acqua egiziana, che ogni anno peggiorano sensibilmente.
La condensazione dell’umidità interna sulle vetrate della piramide si incanalerà in delle apposite fessure che condurranno l’acqua pulita in canali di raccolta.
Un calcolo degli architetti dimostra che ogni giorno può produrre 121.133 litri d’acqua potabile, che potrebbero dissetare in modo sicuro circa 60.000 persone al giorno.
Con la permacoltura, la progettazione di spazi in grado di soddisfare i bisogni della popolazione come cibo, acqua ed energia, si può combattere in modo sostenibile la desertificazione.
La struttura piramidale associata alla coltivazione è già stata proposta in altre strutture, questo progetto è il fratello gigante di una piramide “cattura condensa” simile ma molto più piccola, progettata dai ricercatori dell’Università di Gondar.