in sintesi un articolo che leggo su Rinnovabili.it e che ritengo interesserà Marco Salvi M.
E’ stata inaugurata l’Oasi della biodiversità di Moie di Maiolati Spontini, uno dei più importanti progetti italiani di riqualificazione ambientale di zone per lo smaltimento dei rifiuti.
Il progetto realizzato e monitorato dall’Università Politecnica delle Marche è stato portato avanti dai professori Fabio Taffetani e Nunzio Isidoro, che hanno iniziato a lavorare alla trasformazione della discarica “La Cornacchia” gestita da Sogenus nel 2011.
La prima operazione messa a punto dal team del Politecnico è stata la riduzione dell’impianto ambientale* della discarica (* forse intendevano dire “impatto ambientale”?) per poi coprire l’area con un manto erboso con specie arbustive ed arboree, scegliendo le essenze tipiche dell’habitat marchigiano per migliorare la biodiversità della zona.
L’ultimo passo, del 2014, è stato la creazione di una cartografia informatizzata della vegetazione, che viene utilizzata come strumento di monitoraggio e per interpretare i dati provenienti dai bioindicatori.
Lo stress ambientale causato dall’inquinamento chimico viene segnalato dalla salute delle api; ogni settimana vengono conteggiate le api morte in prossimità delle due arnie installate nell’oasi e se il numero supera la soglia allarmante di 200 esemplari, le piccole operaie vengono sottoposte ad analisi cliniche per capire quale inquinante sia colpevole.