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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Passaggio in Sardegna

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Chiamato nel 2001 a insegnare critica letteraria all’Università di Sassari, per Massimo Onofri è impossibile rifiutare.

Come insegnante di scuola superiore vive ormai una condizione di grande logoramento, ma l’idea di trasferirsi sull’isola, lontano dagli affetti e dalla sua città, lo fa un po’ sentire come Ovidio che parte per l’esilio sul Mar Nero.

Non poteva sapere che la Sardegna l’avrebbe profondamente cambiato: nella concezione del mondo, nei sentimenti decisivi, nel modo di vivere la vita.

È con questa consapevolezza che oggi intraprende un viaggio, fuori dei percorsi obbligati dall’esotismo di massa, un viaggio letterario, innanzi tutto: per esempio nella Sassari reticente di Mannuzzu, o nella Nuoro dei morti e dei codici arcaici, ormai implosi, della Deledda e di Satta, ma anche di giovani scrittori come Fois o De Roma.

Un viaggio di sapori e odori, magari a Alghero o a Oristano, perché la Sardegna non è solo la capitale possibile – dato che nei fatti l’ha anticipato – dello slow food italiano, ma anche d’una dolcissima slow life, come l’autore ama dire: se è vero che ci sono anche molti e diversi modi di mangiare il porcetto o la fregola, la bottarga o i ricci, magari in certi ristoranti fuori mano.

Un viaggio nella storia meno conosciuta e più curiosa, come quella delle isole dell’isola: dall’Asinara alla Caprera di Garibaldi, cacciatore e agronomo, amante furioso e padre singolare.

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Questa voce è stata pubblicata il 27 luglio 2015 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , , , .