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Un libro: Era di maggio

di Antonio Manzini venduto

Sellerio – Pagg. 320 – € 14,00

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Trama: Il vicequestore Schiavone ha davanti a sé molte questioni insolute. Un nuovo omicidio complica ancor di più la faccenda. Mimmo Cuntrera, uno dei rapitori della giovane Chiara Berguet, l’uomo affiliato al clan mafioso arrestato alla frontiera mentre fuggiva, viene ritrovato morto in prigione durante l’ora d’aria. Per indagare Rocco dovrà immergersi nella vita del carcere di Varallo, situato in un paese del Piemonte.

C’è poi il fatto più grave, l’assassinio di Adele, una cara amica del vicequestore, uccisa da un killer mentre dormiva nel letto di Rocco. Per Schiavone è un incubo e un messaggio preciso. In Maggio il vicequestore è dunque alle prese con due indagini parallele e cercherà di chiudere il cerchio una volta per tutte.

Scoprire chi voleva fargli la pelle e impedire alla criminalità organizzata di espandersi ad Aosta. E se la sua vita professionale è assai complessa e delicata, anche nel privato Rocco non se la passa meglio.

Alle prese con Anna, in realtà sente sempre più vicina l’ispettore Caterina Rispoli, e forse si sta innamorando di lei. Ma la giovane donna è pur sempre la fidanzata dell’agente Italo Pierron, braccio destro e amico di Schiavone.

E Caterina, cosa pensa del vicequestore? Subirà il fascino di Rocco o lo rispedirà al mittente come una raccomandata senza indirizzo?

Letto da:Paolo

Opinione personale: E’ il quarto libro che leggo con il vicequestore Schiavone come personaggio e, diversamente dai precedenti, in questo caso la storia è strettamente correlata a quanto successo nel precedente libro, Non è stagione, ragion per cui sconsiglio la lettura di Era di maggio se prima non si è letto Non è stagione.

Ho già espresso la mia insofferenza per il personaggio in sè, per cui non ha senso ripetersi ancora; in questo caso certe libertà di Schiavone sono tollerate solo perchè quanto successo nel precedente libro lo ha colpito duramente negli affetti, per cui va da sè che cerchi una giustizia che in realtà va a braccetto con una vendetta che, per quel che mi riguarda, non condanno dato che ogni giorno leggiamo sulla cronaca sentenze che sembrano tutelare più i carnefici che le vittima.

Una piccola divagazione: pur tralasciando la saga delle Clarks, che da caratteristica di Schiavone sta sfociando nel ridicolo (e meno male che il romanzo si svolge in maggio, sennò… ), pur prendendo atto che la qualifica corretta è vicequestore e non commissario, trovo che sia pedante che Schiavone stia a rimarcarlo continuamente, anche più volte in un dialogo con la stessa persona.

Non è che se lo chiamano commissario lo insultino, per cui Schiavone & Manzini siate tolleranti , ogni tanto lasciate correre…

…………..

Dello stesso autore ho letto: Pista nera + La costola di Adamo + Non è stagione

 

2 commenti su “Un libro: Era di maggio

  1. paoblog
    21 settembre 2015
    Avatar di paoblog

    per quanto riguarda canne ed altre libertà che si prende Schiavone, ti rimando alle precedenti opinioni,a partire da Pista nera: “Il libro mi è piaciuto, nonostante la forte insofferenza provocatami dal personaggio del Vicequestore Schiavone. Un buon investigatore, ma un pessimo poliziotto, arrogante, prepotente e, non ultimo corrotto e corruttore.”

  2. Andrea
    21 settembre 2015
    Avatar di Andrea

    ciao,
    ho letto anch’io i gialli di Manzini;
    la trama è…abbastanza originale ed avvincente;

    muovo invece una censura per la leggerezza con cui si giustifica l’uso delle “canne” (per tacere degli altri comportamenti…outlaw -vabbè, fuorilegge- del poliziotto Schiavone)

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 21 settembre 2015 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , , , , .